Ancora un’aggressione nei confronti del personale di polizia penitenziaria al carcere Santa Maria Capua Vetere, dove torna a salire la tensione. Dopo l’ultima aggressione subita il 30 luglio scorso dove un detenuto ristretto nel Reparto detentivo Nilo aveva rotto il lavandino della cella e ne aveva scagliato un pezzo contro un poliziotto penitenziario di servizio, che è dovette ricorrere alle cure dei sanitari del Pronto soccorso cittadino. Nella notte appena trascorsa l’ennesima aggressione vissuta dal personale della polizia penitenziaria all’interno del carcere di Santa Maria Capua Vetere.
Si è sfiorata la tragedia per una situazione davvero esplosiva che sta emergendo nel penitenziario sammaritano così come denunciato anche dai sindacati. A riferirlo è ancora Emilio Fattorello, segretario nazionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) “nelle ultime ore si è vissuta nel carcere sammaritano una situazione di altissima tensione. Un corposo numero di detenuti ha tentato di aggredire e linciare un altro ristretto, straniero e con problemi psichiatrici, e si sono introdotti nel terzo piano del Reparto Tevere, distruggendo tutto quello che trovavano. I detenuti si sono scagliati anche contro i poliziotti penitenziari, lanciando loro contro bottiglie con dentro ghiaccio che, lanciate dalle finestre, hanno lesionato anche la carrozzeria di alcune auto di servizio. Nonostante la presenza sul posto dei magistrati, la rivolta è proseguita e le conseguenze sono state devastanti. Cosa ancora più grave, è l’inadeguatezza organizzativa ed operativa del Comandante di Reparto: pensate che, nonostante le disposizioni dicono che debba essere garantita la presenza in alternanza al Direttore, sono assenti entrambi“.

