Si era specializzato in atti d’estorsione ai danni di commercianti e imprenditori il sodalizio criminale operante nella Valle Caudina, in provincia di Benevento, sgominato oggi dai carabinieri della compagnia di Montesarchio. I militari dell’Arma sono entrati in azione nelle prime ore del mattino con l’ausilio dei colleghi delle unità cinofile e degli uomini del nucleo elicotteristi di Pontecagnano: l’operazione ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 9 soggetti, ritenuti responsabili a vario titolo del reato di estorsione con l’aggravante del metodo mafioso, disposta dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli a seguito della richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea.
Lo scorso 16 giugno era stata disposta la confisca di numerosi beni ai danni di un pregiudicato quarantaquattrenne di Benevento. Secondo gli inquirenti, l’uomo fin dalla giovane età viveva stabilmente dei proventi di attività delittuose: le attività illecite contestategli negli anni comprendono, tra le altre cose, reati nell’ambito del traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. A proporre la misura della confisca era stata la Procura della Repubblica del capoluogo sannita, a seguito di mirate e capillari indagini svolte dal nucleo di polizia economica finanziaria di Benevento. Grazie alle operazioni degli uomini della guardia di finanza, era stato possibile ricostruire e accertare un tenore di vita dell’uomo e una disponibilità di beni sproporzionati ai redditi dichiarati. Esempio lampante era stata una villa con piscina, che cozzava chiaramente con le dichiarazioni reddituali del suo proprietario. Inoltre, i beni erano intestati a familiari o a prestanome, ed erano stati acquistati grazie ai proventi derivanti dalle attività illegali. Le fiamme gialle avevano scoperto, inoltre, che proventi illeciti erano poi stati indirizzati all’acquisto di un’attività che si occupava del commercio all’ingrosso di rottami, con sede operativa a Ceppaloni, in provincia di Benevento. Situata in contrada Rotola, l’attività in questione era diventata la base logistica dei traffici di stupefacenti portati avanti dal quarantaquattrenne.

