Episodio curioso quello che si è verificato ad Avellino e che ha visto come protagonista un uomo, ritenuto l’autore di una chiamata minatoria, il quale ha attirato l’attenzione verso di sé facendo credere che ci fosse un presunto allarme bomba. Momenti di tensione e preoccupazione per le forze dell’ordine avellinesi che, in un momento concitato, conseguente a una segnalazione equivoca, si sono impegnati per risolvere al più presto il caso. Nella giornata di ieri, il 112 ha ricevuto una telefonata da una cabina telefonica, nel corso della quale un anonimo interlocutore ha riferito di aver piazzato delle valigie piene di tritolo, nome celebre di un nitro-composto organico con proprietà esplosive, nelle sedi delle rappresentanze sindacali del capoluogo irpino. La chiamata minatoria è stata accompagnata anche dal riferimento della presunta appartenenza dell’uomo alla “Falange armata”, organizzazione terroristica italiana degli anni Novanta. Il presunto attentatore, alla fine, è stato identificato e denunciato dai carabinieri.
Una volta ricevuta la comunicazione, i militari dell’Arma si sono subito attivati per l’inizio delle indagini, a causa della gravità e pericolosità dell’allarme bomba. Le operazioni dei carabinieri si sono divise su due piste parallele: da un lato, i militari si sono occupati della salvaguardia delle persone, la messa in sicurezza delle zone e la ricerca dell’esplosivo; dall’altro, l’attività dei carabinieri si è orientata anche ad accertare la fondatezza della segnalazione. Sono stati, così, allertati i carabinieri del nucleo cinofili di Sarno e gli artificieri di Napoli, ma i sopralluoghi presso tutti i siti hanno dato esito negativo. È stato in quel momento che le forze dell’ordine impegnate in questa operazione hanno cominciato ad avere profondi dubbi non solo sulla veridicità della segnalazione, ma anche sulla stabilità mentale dell’uomo, fattore che poi, alla fine, ha giocato un ruolo prominente.

