Gianni Maddaloni non solo è maestro di judo, ma per i ragazzi di Scampia è soprattutto maestro di vita. Padre di Pino, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Sydney nel 2000, di Marco, pluricampione italiano ed europeo, e di Laura, moglie del pugile Clemente Russo, ospita nella sua palestra altri 600 ‘figli’, la maggior parte dei quali fanno sport in maniera gratuita. Gianni insegna loro il rispetto delle regole necessario a mantenere quella dignità umana che rischia di essere calpestata dalle sirene della criminalità. Soprattutto in tempi di Coronavirus, dove tutto è ampliato dalla crisi, come ci spiega in questa intervista.
Lei ha affermato che a Scampia la fase 2 non è mai iniziata. Perché?
“Nella fase 1 abbiamo dimostrato, non solo noi a Scampia, ma in tutta la Campania, di aver seguito le regole, rimanendo chiusi in casa per più di 40 giorni. Con la fase 2, nelle nostre periferie, la gente comincia a mettere a fuoco quelle che sono le esigenze di una famiglia. In questi quartieri, dopo anni di fabbriche e opportunità di lavoro, che ora non ci sono più, la gente è stata ghettizzata. È come se il sistema governativo avesse legalizzato il ‘nero’, ma con l’inizio della fase 2 è tornata la fame. Chi aveva conservato qualcosa di soldi li ha consumati per mangiare, ma ora sono finiti. Quindi la fase 2 è come una guerra. Io ho la palestra chiusa, ma dopo il 16 marzo ho avuto l’opportunità di mettere in moto il servizio civile, con 4 ragazzi. Contemporaneamente ho fatto un appello sui social a tutti i napoletani, agli imprenditori in particolare: chi può mi deve aiutare. Non si sono tirati indietro. Sono arrivati aiuti da un imprenditore del Vomero, da uno di Cardito che ha mandato 300 chili di banane e infine ci sono persone come Amedeo Manzo che ogni settimana mandano 60 spese abbondanti le quali, grazie anche a mia moglie, diventano 120. A questi e altri bisogna aggiungere la Caritas di Napoli. Lo posso dire senza presunzione, ancora una volta il mio grido di allarme è stato ascoltato e così riusciamo a distribuire cibo due volte a settimana, martedì e venerdì”.
Anche a Scampia le risultano gli stessi casi constatati nelle altre zone di Napoli, cioè prestiti e regalie da parte della criminalità organizzata alle famiglie più bisognose?