L’impegno in politica e nel sociale di Nino Bocchetti in quartieri popolari come Miano e Secondigliano, ne fanno uno dei maggiori conoscitori di queste realtà piene di contraddizioni. Funzionario della Regione Campania, ex presidente dell’Ente provinciale per il turismo, già consigliere comunale a Napoli e segretario cittadino della Margherita, Bocchetti continua il suo impegno collaborando con un centro Caf, proprio a Miano. Un avamposto da cui è facile notare quanto il Covid-19 abbia modificato la scala delle priorità anche in quartieri già di per sé difficili e in cui la criminalità fa sentire il suo fiato velenoso.
Quanto ha inciso il Covid-19 su famiglie e attività commerciali dal punto di vista economico?
“La situazione non è affatto semplice, si respira aria di povertà. Per fortuna che ci sono le parrocchie, unico baluardo di socialità e assistenza materiale, mentre il Comune di Napoli si dà da fare, ma paga il prezzo dovuto alla mancanza di personale. Inoltre con il Covid-19 la richiesta di aiuto è aumentata. Ci sono attività che rischiano di non aprire più. Proprio in questi giorni ho un incontrato una persona che fa il barbiere e mi ha detto che, con molta probabilità, avrebbe chiuso. Ci sono altri che mostrano fiducia nei provvedimenti che il Governo ha varato e sperano nei soldi messi a disposizione, ma che non hanno ancora percepito. La cosa che mi ha sorpreso durante il blocco totale è il fatto che la gente in questi quartieri è stata molto disciplinata. Non ci sono stati assembramenti. Uniche file, fuori le farmacie e al supermercato. Ma con la fase 2 la situazione è diventata molto delicata e bisogna risolverla subito. Se va bene, gli effetti di questi contributi si vedranno tra un mese. Nel frattempo, c’è chi deve ripartire e aspetta il lavoro che aveva prima, anche ‘in nero’, parziale o temporaneo, ma il titolare della ditta non lo chiama. C’è chi è sopravvissuto con il reddito di cittadinanza, ma per quanto tempo potrà farlo ancora? La preoccupazione è proprio per chi si arrangiava da operaio in un piccola azienda: rischia di non tornare al lavoro”.
Dalla sua esperienza con il Caf le misure del Governo e delle Regione verso le famiglie più bisognose hanno raggiunto l’obiettivo?