Sventato a Casoria un furto di palladio, prezioso metallo presente all’interno dei catalizzatori delle marmitte catalitiche. I carabinieri della sezione radiomobile di Casoria hanno arrestato per furto aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento M. A., 35enne del posto.
Insieme ad un complice stava rimuovendo il catalizzatore dalla marmitta di un’auto in sosta. Quando si sono resi conto di essere stati scoperti dalle forze dell’ordine, sono risaliti a bordo del loro veicolo e sono fuggiti. Non sono andati lontano perché dopo qualche metro hanno perso il controllo dell’autovettura e sono finiti per schiantarsi contro un muro.
Chi era alla guida è riuscito a scappare, la donna, invece, è rimasta intrappolata nell’abitacolo. Una volta bloccata, i militari hanno perquisito l’auto e rinvenuto 4 catalizzatori e un flex a batteria. L’arresto della 35enne è stato convalidato. È ora in carcere a Pozzuoli. Continuano le ricerche del complice.
Quello dei catalizzatori rubati rappresenterebbe un business illegale molto fiorente. Basti pensare che la marmitta di una Fiat Punto o di una Fiat Panda, che sono tra le auto maggiormente prese di mira dai ladri, può arrivare a costare fino a 400 euro. Un affare troppo ghiotto per non cadere nel mirino dei contrabbandieri specializzati nella ricerca e nella rivendita di pezzi di auto rubati. Ma quello del mercato nero dei ricambi di auto non sarebbe l’unica fonte di guadagno: dai catalizzatori possono essere estratti diversi materiali di valore come il rame, lo zinco, il rodio, il platino e il palladio oltre ai più comuni ferro, bronzo e alluminio. Basti pensare che alcuni di questi materiali hanno un valore di mercato addirittura superiore a quello dell’oro. Il valore del rodio, ad esempio, ha una quotazione di mercato di circa 200 euro al grammo, cinque volte superiore all’oro, mentre quello del palladio, a seconda della purezza, varia tra i 50 e gli 80 euro al grammo, costa cioè quanto un grammo di cocaina purissima.