Gemelli nati da embrioni congelati 30 anni fa: è record mondiale
Si chiamano Lydia e Timothy Ridgeway sono i neonati più vecchi al mondo: sono stati concepiti nell’aprile 1992 grazie a procedure di fecondazione in vitro. La notizia è stata riportata dalla Cnn
La nascita dei due gemelli, Lydia Ann e Timothy Ronald Ridgeway, è stato definito un evento “da record”: i due fratellini infatti, sono nati da embrioni congelati 30 anni fa. Per quasi tre decenni sono stati conservati su minuscole cannucce tenute in azoto liquido a quasi 200 gradi sotto zero, in un dispositivo che assomiglia molto a un serbatoio di propano.
Lydia e Timothy, nati in Oregon (stato costiero americano nel Pacifico di Nord-Ovest), hanno pochi giorni di vita perché sono nati il 31 ottobre 2022, tecnicamente però sono i neonati più vecchi del mondo. I loro embrioni sono infatti stati concepiti e congelati, precisamente il 22 aprile 1992, per poi essere donati dai genitori biologici e crioconservati presso il National Embryo Donation Center di Knoxville, nel Tennessee, fino a quando Rachel Ridgeway, che li ha dati alla luce, ha deciso, insieme al marito, Philip Ridgeway, di “adottarli”.
La foto fornita dal National Embryo Donation Center mostra Rachel e Philip Ridgeway con i gemelli Lydia and Timothy
La notizia del nuovo record, riportata dalla Cnn, fa dunque compiere un balzo in avanti di almeno altri due anni al limite fino al quale è possibile di mantenere vitale del materiale biologico congelato. “C’è qualcosa di sbalorditivo in questo –ha affermato Philip Ridgeway (il papà dei gemellini) – avevo 5 anni quando Dio ha dato la vita a Lydia e Timothy, e da allora ha preservato quella vita. In un certo senso, sono i nostri figli più grandi, anche se sono i più piccoli” ha aggiunto Ridgeway, la cui famiglia si compone di altri quattro figli, di 8, 6, 3 e quasi 2 anni, avuti dalla moglie Rachel senza ricorrere a fecondazione assistita o a donatori.
Gli embrioni sono stati scongelati il 28 febbraio. Dei cinque che sono stati scongelati, due non erano vitali, mentre i restanti tre sono stati impianti in utero il 2 marzo, 29 anni e 10 mesi dopo il concepimento. Due dei tre trasferimenti hanno avuto successo. “Sapevamo che potevamo avere fede in Dio nel fare ciò che aveva pianificato per noi, e che l’età degli embrioni non aveva davvero peso – ha raccontato Rachel Ridgeway, la madre – era solo una questione se questo fosse o meno nei piani di Dio. Ed è stata una sua grazia, perché ci ha sostenuto in ogni fase del nostro cammino”.
Secondo gli esperti il tasso di sopravvivenza durante lo scongelamento degli embrioni si attesta all’80%. “Se un embrione è congelato a quasi 200 gradi sotto zero i processi biologici rallentano fino a quasi ad azzerarsi. E quindi forse la differenza tra essere congelati per una settimana, un mese, un anno, un decennio, due decenni, non ha molta importanza” ha commentato John Gordon, il medico dei Ridgeways. L’età dell’embrione non dovrebbe influire sulla salute del bambino. Ciò che conta di più è l’età della donna che ha donato l’ovulo che è andato nell’embrione.
La foto fornita dal National Embryo Donation Center mostra Rachel e Philip Ridgeway con i gemelli Lydia and Timothy
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