È l’ennesima estate di roghi tossici a Giugliano. Una enorme nube nera si è levata in cielo nei pressi del campo rom abusivo, in via Carrafiello, lungo la circumvallazione esterna.
Le fiamme sono divampate poche ore fa in quella che è una delle aree più a rischio da questo punto di vista. Il colore nero della colonna di fumo denota come, presumibilmente, ad andare in fiamme sono i vari rifiuti e materiale plastico che proprio in quella zona vengono spesso abbandonati illecitamente. Sul posto sono giunte due autobotti e due squadre dei vigili del fuoco e presto arriveranno anche altri mezzi.
Le conseguenze sono ben prevedibili: un rogo che ha reso l’aria irrespirabile in tutta Giugliano e dintorni, con una colonna di fumo nero avvistata anche a chilometri di distanza.
Il livello di allarme, seppure sottaciuto, resta alto. Lo dimostrano l’accumularsi di leggi e provvedimenti in materia di rifiuti, sia nazionali sia regionali, e le azioni di controllo sul territorio da parte delle forze dell’ordine. Eppure, la situazione ambientale nel territorio della Terra dei fuochi è grave. Sono anni che gli ambientalisti vigilano nelle campagne del Napoletano e del Casertano e continuano a vedere cumuli di rifiuti bruciati dovunque, oltre a quelli industriali interrati. Una lotta, quella contro i roghi di rifiuti in Terra dei fuochi, che non trova pace.