Ancora puzza insopportabile e miasmi infestano da diversi giorni l’aria di Giugliano in Campania, in provincia di Napoli, dove in determinate ore del giorno, soprattutto di sera, diventa pressoché impossibile respirare. Lo stesso identico problema si registra anche nelle vicine cittadine di Parete e di Qualiano, dove arriverebbero, soprattutto nelle ore notturne, un tanfo e un fetore così forti e pungenti da costringere i cittadini a chiudere porte e finestre pur di non respirare l’aria fetida che infesta l’atmosfera. L’origine di questo lezzo insopportabile sarebbe da identificare nella zona Asi di Qualiano-Giugliano, dove si trova l’impianto Stir, dedito al trattamento dei rifiuti solidi urbani prodotti in provincia di Napoli. Qui vengono realizzate le famose “ecoballe” che a loro volta vengono bruciate nell’inceneritore di Acerra.
Gli abitanti di Giugliano e dei paesi limitrofi giustamente non ne possono più. La disperazione e la rabbia si tagliano nell’aria con un coltello, esattamente come il fetore putrido che è così forte e denso da produrre conati di vomito a chiunque si avvicini troppo all’area della zona industriale in questione. Sui social, specialmente su Facebook, le lamentele sono giornaliere, con i cittadini giuglianesi che si sentono rassegnati e impotenti di fronte alla poca attenzione mostrata dalle istituzioni locali di fronte alle loro richieste e alle loro legittime preoccupazioni sulla loro salute e su quella dei loro figli. Ed è proprio per questo motivo, per porre il problema al centro dell’attenzione del dibattito pubblico, che i comitati e le associazioni ambientaliste attive nell’area a nord di Napoli e nell’Agro aversano hanno convocato per domenica 26 settembre una grande manifestazione pubblica per dire di “no” alla puzza.


