• Linea Politico-Editoriale
  • La Redazione
  • Registrati
  • Termini e Condizioni
  • Contattaci
  • Lavora con noi
  • Pubblicità
  • Privacy Policy
  • Trattamento Dati
  • Entra
Il Crivello
  • Politica
  • Cronaca
    • Napoli
    • Caserta
    • Salerno
    • Benevento
    • Avellino
  • Inchieste
  • Economia
  • Società
  • Scuola
  • Cultura
    • Letture
    • Arte
    • Fumetti
  • Spettacoli
    • Musica
    • Teatro
    • Cinema
    • Televisione
  • Sport
  • Rubriche
    • LeggiAmo
    • Tech & Digital
    • Salute e Benessere
    • Architettura
    • Nutrizione
  • Registrati
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Politica
  • Cronaca
    • Napoli
    • Caserta
    • Salerno
    • Benevento
    • Avellino
  • Inchieste
  • Economia
  • Società
  • Scuola
  • Cultura
    • Letture
    • Arte
    • Fumetti
  • Spettacoli
    • Musica
    • Teatro
    • Cinema
    • Televisione
  • Sport
  • Rubriche
    • LeggiAmo
    • Tech & Digital
    • Salute e Benessere
    • Architettura
    • Nutrizione
  • Registrati
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Il Crivello
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Home Cultura

Gli Etruschi al Mann per ripartire dopo l’epidemia

Inaugurata oggi la grande mostra visitabile al Museo Archeologico Nazionale di Napoli fino al 31 maggio dell'anno prossimo

Diego Del Pozzo di Diego Del Pozzo
12 Giugno 2020
in Arte, Cultura
Etruschi

Oltre seicento reperti presentati al pubblico, dei quali almeno duecento opere visibili per la prima volta, dopo un’attenta campagna di studio, documentazione e restauro: il Museo Archeologico Nazionale di Napoli sfoggia numeri d’eccellenza per la grande mostra Gli Etruschi e il Mann, il primo, importante evento culturale proposto dopo la riapertura post-Covid dei giorni scorsi. L’esposizione – a cura di Paolo Giulierini e Valentino Nizzo, col progetto scientifico dello stesso Nizzo, il coordinamento di Emanuela Santaniello e l’organizzazione di Electa – è stata inaugurata in mattinata alla presenza dei curatori e responsabili scientifici e organizzativi e di Rosanna Romano (il direttore generale per le politiche culturali e il turismo della Regione Campania, intervenuta anche in rappresentanza del governatore Vincenzo De Luca), Carlos Maldonado Valcàrcel (console generale di Spagna a Napoli), Teresa Elena Cinquantaquattro e Luigi La Rocca, soprintendenti per l’archeologia, le belle arti e il paesaggio rispettivamente per l’area metropolitana di Napoli e per il comune partenopeo.

Visitabile già da oggi e fino al 31 maggio 2021, la grande mostra nasce dalla rete costruita col parco archeologico di Pompei ed è strutturata come un suggestivo viaggio attraverso una tra le civiltà più misteriose e suggestive dell’antichità, articolandosi lungo un arco temporale di circa sei secoli, dal Decimo al Quarto avanti Cristo, con l’ambizioso obiettivo di ricostruire le fondamenta storiche di una popolazione che doveva la sua grandezza anche dal controllo delle risorse di due fertilissime pianure: quella padana a Nord e quella campana a Sud. E va ricordato che proprio la storia della scoperta della Campania etrusca si configura come uno tra i capitoli più avvincenti della ricerca archeologica in Italia e nel Mediterraneo. Già a un primo sguardo, tra l’altro, l’allestimento negli ambienti collegati alla sezione Preistoria e Protostoria del Mann, di recente riapertura, appare ideale per creare un trait d’union con i reperti dell’Età del Bronzo e della prima Età del Ferro lì presenti. L’intero percorso, in ogni caso, si articola in due nuclei tematici principali, corrispondenti ad altrettante sezioni espositive arricchite da reperti dal valore, in molti casi, inestimabile.

Il primo itinerario è quello su Gli Etruschi in Campania, organizzato con un’impronta di tipo prevalentemente archeologico e dedicato all’approfondimento della documentazione relativa alla popolazione dell’Italia centrale sul territorio campano, dagli albori del Primo millennio avanti Cristo fino alla fase dell’affermazione su di loro da parte del popolo dei Campani. Il declino etrusco all’ombra del Vesuvio è sancito dalle sconfitte subite nei dintorni di Cuma tra Sesto e Quinto secolo avanti Cristo, in seguito alle quali comincia a incrinarsi progressivamente la loro potenza lungo la Penisola e nel Mediterraneo. La seconda sezione, Gli Etruschi al Mann, valorizza invece i materiali etrusco-italici, generalmente provenienti da aree esterne alla Campania e acquisiti sul mercato collezionistico da parte dell’Archeologico nel corso della sua storia istituzionale. Il percorso espositivo è reso ancora più ricco grazie all’ausilio, accanto ai capolavori in mostra, di volumi, plastici e documenti d’epoca, perfetti per illustrare ai visitatori l’evoluzione del pensiero scientifico in campo archeologico dal Settecento sino a fine Novecento, focalizzando l’attenzione sui protagonisti dell’archeologia campana e, in particolare, su quegli studiosi che maggiormente hanno contribuito proprio alla riscoperta del suo passato etrusco. Ad accompagnare la mostra ci sono anche due pubblicazioni di pregio: il bel catalogo edito da Electa a cura di Valentino Nizzo e il volume curato dallo stesso Nizzo Gli Etruschi in Campania. Storia di una (ri)scoperta dal XVI al XIX secolo, strettamente correlato alle tematiche della seconda sezione del percorso espositivo e pubblicato nella collana scientifica Quaderni del Mann.

Il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulierini è raggiante. “Gli Etruschi al Mann tornano per restare. Non solo – spiega – con una mostra raffinata e dall’altissimo rigore scientifico, ma con l’annuncio dell’allestimento permanente che restituirà alla fruizione del pubblico un altro fondamentale pezzo della storia del nostro museo, ‘casa’ dei tesori di Pompei ed Ercolano, così come custode di eredità molto più antiche. Museo della capitale di un Regno, l’Archeologico di Napoli vanta, infatti, collezioni sterminate derivate sia da scavi che da acquisizioni come, ad esempio, quella del bronzetto dell’Elba, reperto più antico ritrovato sull’isola toscana. Ma, soprattutto, nei nostri depositi c’è la testimonianza di una Campania centrale nel Mediterraneo e da sempre coacervo di popoli: Greci, Etruschi e Italici, a conferma che la ricchezza della cultura del Meridione sta nella diversità e nella contaminazione. Per comprendere in pieno gli Etruschi, oggi bisogna quindi volgersi anche al Sud e al patrimonio del Mann, dove duecento pezzi, praticamente inediti, splendono di nuova luce grazie allo straordinario lavoro del laboratorio di restauro del museo. Si tratta di un traguardo che, come etruscologo, mi riempie di personale soddisfazione, e che – conclude Giulierini – è occasione per ricordare la figura del celebre archeologo Marcello Venuti, nel 1727 fondatore dell’Accademia Etrusca e, poi, tra gli scopritori di Ercolano“.

Da parte sua, l’altro curatore Valentino Nizzo, direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, aggiunge: “Scavare negli sterminati depositi del Mann è sempre un privilegio unico. Farlo per ‘andare a caccia di Etruschi’ lo ha reso ancora più avvincente. Da un lato, perché si è così potuto delineare un rigoroso percorso storico-archeologico volto a ricostituire la trama di relazioni che caratterizzò la plurisecolare presenza degli Etruschi in Campania. Dall’altro, perché l’approfondimento delle vicende antiquarie e collezionistiche legate alla riscoperta dell’importanza del loro dominio nella regione ha offerto una prospettiva per molti versi inedita sull’evoluzione della disciplina archeologica e sul contributo dato a essa da generazioni di studiosi che, da Camillo Pellegrino a Giovanni Patroni, passando attraverso nomi del calibro – conclude – di Giovan Battista Vico, Alessio Simmaco Mazzocchi, Johann Joachim Winckelmann, Pietro Vivenzio, Eduard Gerhard, Raffaele Garrucci, Theodor Mommsen, Giuseppe Fiorelli, Julius Beloch, si sono confrontati con questo presunto enigma, fino ad arrivare alla sua definitiva soluzione, al principio del Novecento, quando il reperto più prezioso, la Tegola di Capua, aveva ormai irreparabilmente lasciato il nostro Paese alla volta di Berlino“.

Segui già la pagina Facebook Il Crivello.it?

Tags: campaniaMANN
Condividi35InviaTweet
Articolo precedente

America Latina, superato il milione e mezzo di contagi da Covid-19

Articolo successivo

De Luca su Facebook: da lunedì 22 uso facoltativo delle mascherine all’esterno

Articolo successivo
De Luca covid coronavirus Mondragone

De Luca su Facebook: da lunedì 22 uso facoltativo delle mascherine all'esterno

Facebook Instagram Youtube Twitter LinkedIn
Il Crivello

Strumento di informazione puntuale, orientato dalla parte dei cittadini e delle associazioni, di quel tessuto sociale che non sempre ha “voce” e, spesso, trova difficoltà ad esprimersi.

Archivi

Link Utili

  • Linea Politico-Editoriale
  • La Redazione
  • Registrati
  • Entra e Invia una notizia
  • Termini e Condizioni
  • Contattaci
  • Lavora con noi
  • Per la tua pubblicità
  • Privacy Policy
  • Trattamento dati personali

© 2021 Il Crivello - Tutti i diritti riservati

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Politica
  • Cronaca
    • Napoli
    • Caserta
    • Salerno
    • Benevento
    • Avellino
  • Inchieste
  • Economia
  • Società
  • Scuola
  • Cultura
    • Letture
    • Arte
    • Fumetti
  • Spettacoli
    • Musica
    • Teatro
    • Cinema
    • Televisione
  • Sport
  • Rubriche
    • LeggiAmo
    • Tech & Digital
    • Salute e Benessere
    • Architettura
    • Nutrizione
  • Registrati

© 2021 Il Crivello - Tutti i diritti riservati

Questo sito Web utilizza i cookie. Continuando a utilizzare questo sito Web, acconsenti all'utilizzo dei cookie. Visita la nostra Privacy Policy.