Mentre in Italia, a parte qualche eccezione, la curva epidemiologica e il numero delle morti dovute al Coronavirus si sono considerevolmente abbassati, la situazione resta ben più grave in altre parti del mondo. L’America Latina, in particolare, sta vivendo un momento drastico; la pandemia è al suo picco e continuano a moltiplicarsi i contagi, che mietono vittime. Scoppiata forse in ritardo rispetto a molte altre parti del mondo, la pandemia in America Latina mostra adesso numeri da spavento. Superato, infatti, il milione e mezzo di contagi, con le morti che invece raggiungono quota 73.500. L’annuncio è arrivato nelle ultime 24 ore e ha compreso il numero di contagi verificatisi nei 34 Paesi e territori della regione del continente americano. Queste previsioni, oltre a fornire un quadro agghiacciante del presente, offrono anche ipotesi di sventura per l’immediato futuro. Sebbene non sia possibile prevedere per quanto ancora durerà questo fenomeno, tutto lascia intendere che nei prossimi giorni i numeri continueranno a crescere.
Si tratta, a tutti gli effetti, di un’avvisaglia di fronte alla quale non è più possibile restare sordi, pena una pericolosa incertezza sul futuro politico, economico e sociale per i governi latinoamericani. I dati che arrivano dalle autorità sanitarie parlano di 40/50mila nuovi casi di contagio al giorno, un’enormità che va a comporre il milione e mezzo di casi abbondantemente superato, partendo dal mese di marzo. I numeri spaventosi che si stanno verificando in America Latina, tenendo conto dell’accumulo di contagi e delle morti, mostrano una tendenza ascendente della curva epidemiologica. A contribuire al bilancio generale con percentuali a dir poco preoccupanti c’è il Brasile del presidente Jair Bolsonaro, che porta sul piatto la metà dei contagiati totali (quasi 803mila) e il 60% dei decessi, quasi 41mila. Il tutto, inoltre, sta avvenendo nel bel mezzo di profonde tensioni, dovute all’adozione di una politica sociale e sanitaria discutibile.

