“Ci sono oltre ventitré miliardi di euro nel Recovery Plan per il comparto, dei quali quasi quindici riguarderanno l’alta velocità. Il 39 per cento di questi sono diretti al Sud, in particolare al progetto dell’alta velocità del tratto Salerno-Reggio Calabria”. A parlare è Vera Fiorani, amministratrice delegata di Rete ferroviaria italiana, intervenuta lo scorso 4 febbraio in audizione presso le commissioni riunite di Bilancio e Trasporti della Camera dei Deputati. Nel suo intervento l’ad di Rfi ha elencato tempi e soprattutto importi che verranno spesi nei prossimi anni per rendere moderno e veloce un’asse ferroviario determinante per i collegamenti fra Nord e Sud Italia. “Abbiamo – ha spiegato – poco più di cinque miliardi per il miglioramento delle reti e lo sviluppo dei nodi, poi quasi tre miliardi per lo sviluppo dei primi importanti pezzi dell’Ermts (il sistema standard europeo di sicurezza che permette ai treni dei diversi Paesi di circolare senza soluzione di continuità su tutte le linee europee, ndr), ci sono 700 milioni per le stazioni e infine 230 milioni per progetti di resilienza. Questa prima articolazione dei progetti – ha proseguito Fiorani – è stata studiata per rispettare i vincoli che il Recovery plan impone sull’attivazione degli stessi, cioè la messa in funzione entro il 31 dicembre 2026″.
Fiorani ha voluto sottolineare che “tutti i 16mila chilometri della rete ferroviaria italiana saranno attrezzati in Ertms. Non verranno, quindi, create due Italie dal punto di vista delle tecnologie ferroviarie: abbiamo voluto estendere a tutte le linee della Penisola l’identico sistema di sicurezza proprio per evitare il gap tra Nord e Sud del Paese”. Davanti alle commissioni Bilancio e Trasporti della Camera dei Deputati l’amministratrice delegata di Rfi ha, inoltre, affermato di ritenere “sostenibile e raggiungibile entro il 2035” questo traguardo. “Abbiamo ritenuto di sviluppare questa tecnologia – ha assicurato Fiorani – non solo avendo a riferimento l’infrastruttura ferroviaria che fa parte della rete europea, ma perché la riduzione del divario infrastrutturale al Sud è uno degli elementi della strategia di Piano. Un bel pezzo degli investimenti è a supporto di questo obiettivo”.


