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Il farmacista digitale | Lenticchie d’acqua: un’ottima fonte proteica

Le mankai contengono un quantitativo di proteine quasi analogo alla carne e, a differenza di altri cibi vegetali, presentano buoni livelli di amminoacidi e biodisponibilità di ferro

Dott.ssa Lucia Santoro di Dott.ssa Lucia Santoro
11 Aprile 2021
in Rubriche, Salute e Benessere

Si chiamano mankai (o lenticchie d’acqua) e sono tanto proteiche da essere simpaticamente definite “polpette vegetali“. Se nel mondo orientale sono fra i cibi più presenti nell’alimentazione quotidiana, in Occidente non sono ancora diffuse e molti nemmeno sanno cosa siano. Conoscere ed introdurre nuovi alimenti è una pratica di grande importanza in un mondo sempre più interessato alla scoperta di nuove fonti proteiche, per rispondere alle esigenze di vegetariani e vegani ma anche semplicemente di chi vuole variare la propria alimentazione. Le lenticchie d’acqua contengono, in percentuale a parità di grammi, un quantitativo di proteine quasi analogo alla carne: un loro impiego diffuso potrebbe limitare significativamente il consumo di carni e, di conseguenza, tutti i danni da abuso a esso collegati. Un minor consumo di carni a favore di scelte “green” come le lenticchie d’acqua contribuirebbe, inoltre, alla riduzione degli allevamenti intensivi, un’industria dall’elevatissimo impatto ambientale.

Sorgono spontanee, a questo punto, delle domande: “La coltivazione di lenticchie d’acqua è sostenibile da un punto di vista ambientale? Che impatto ha sul pianeta?” La risposta è semplice: sì. È di gran lunga più sostenibile anche rispetto alla coltivazione di alimenti come la soia, poiché richiede molta meno acqua e può essere coltivata tutto l’anno in ambienti chiusi. I benefici di questo prodotto non terminano qui: il problema della scelta di fonti proteiche vegetali è sempre stata, infatti, la loro carenza in amminoacidi, utili se non indispensabili per il nostro organismo, nonché la minor biodisponibilità di ferro rispetto a quello legato all’emoglobina tipica delle fonti proteiche animali. Le lenticchie d’acqua sembrano differenziarsi anche in questo caso dalle altre fonti proteiche, distinguendosi per contenuto in amminoacidi e biodisponibilità del ferro.

A supporto di ciò sono stati effettuati studi che hanno visto il coinvolgimento di gruppi di volontari sottoposti a diete differenti e che hanno mostrato, inoltre, che le lenticchie d’acqua potrebbero rappresentare un’ottima fonte di vitamina B12. L’attenzione su questo alimento ha portato alla scoperta di un’altra sua qualità: la capacità di ridurre la glicemia. Studi randomizzati hanno evidenziato come, somministrando frullati di yogurt e frullati di mankai, l’escursione di glucosio fosse a favore dei secondi, probabilmente per il contenuto in fibre e polifenoli assenti nello yogurt, in grado di ridurre al minimo il picco glicemico postprandiale. In aggiunta, i frullati di mankai donavano un maggior senso di sazietà, aspetto importante per chi volesse introdurre le lenticchie d’acqua nella propria dieta. Le ricerche proseguono, ma l’elenco di effetti benefici sembra solo diventare più lungo col tempo. Sarebbe dunque ora di far approdare questo cibo sulle nostre tavole?

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Tags: flashlenticchie d'acqua
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