Cos’è l’insonnia? Con questo termine ci si riferisce alla difficoltà di addormentarsi o mantenere il sonno, risentendone in quantità e qualità delle ore di riposo. È possibile fare una distinzione tra insonnia precoce o iniziale nel caso in cui il soggetto abbia per l’appunto difficoltà nell’addormentarsi; insonnia intermedia o centrale nel caso in cui il soggetto vada incontro a continui, anche se brevi, risvegli notturni che interferiscono con la qualità del riposo; insonnia tardiva o terminale nel caso in cui il soggetto abbia un risveglio precoce con incapacità di riaddormentarsi. Si parla di insonnia quando tali sintomi si ripetono in un breve arco di tempo (per esempio, tre volte almeno in una settimana). Facciamo, quindi, in base alla frequenza degli episodi, un’ulteriore classificazione: insonnia occasionale se il ripetersi degli episodi si risolve in un arco di tempo relativamente breve; insonnia transitoria se il disturbo si prolunga per alcune settimane; insonnia cronica se il problema diventa persistente e rappresenta un ostacolo nella propria quotidianità.
Ma quali sono i fattori che causano l’insonnia? Il problema può essere associato a un’unica causa o a una serie di concause rendendo più o meno difficoltoso il suo sradicarsi. I fattori scatenanti possono essere di tipo ambientale (cambiamento di temperature, jet lag), di tipo medico (patologie, problemi di salute transitori o permanenti), di tipo farmacologico (uso di alcuni tipi di farmaci), di tipo alimentare (pasti abbondanti prima di addormentarsi, uso eccessivo di caffè o tè) e non sono trascurabili cambiamenti nella propria quotidianità (nuovo lavoro, trasferimento) ovvero tutti quei fattori che possono causare stress.
Veniamo dunque proprio al nesso fra stress e disturbi del sonno. Come sono collegati questi due fattori fra loro? Ebbene a fare da ponte c’è l’ormone dello stress: il cortisolo. Questo ormone è prodotto a livello surrenalico per stimolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e il cui incremento dei livelli si ha proprio in situazioni stressanti. Se la regolare produzione di cortisolo favorisce un aumento di glicemia che si traduce in “energia rapidamente disponibile”, determina una minore percezione del dolore, stimola il sistema nervoso centrale (migliora la concentrazione), ha attività antinfiammatoria, influenza la pressione arteriosa, una iperproduzione può causare:
- insulino-resistenza per aumento degli zuccheri nel sangue;
- abbassamento delle difese immunitarie;
- riduzione della funzione tiroidea;
- perdita di tono muscolare e cutaneo;
- riduzione della matrice ossea e della sintesi di collagene;
- irritabilità e ansia;
- gonfiore e ritenzione idrica;
- disturbi inerenti la sfera sessuale;
- irregolarità del ciclo mestruale;
- disturbi del sonno.
Ma se lo stress causa un aumento di produzione di cortisolo, che determina insonnia, quali sono le conseguenze a lungo termine di questo disturbo? Sicuramente a pagarne le conseguenze è il benessere psico-fisico dell’individuo. Dormire poco o male comporta una riduzione della concentrazione, problemi di memoria, irritabilità, stanchezza, poca energia per affrontare le numerose attività quotidiane, nonché riduzione delle difese immunitarie per cui si va più facilmente incontro a problemi di salute. Come mai le donne sono più facilmente vittime di insonnia ? La causa è insita nei numerosi cambiamenti ormonali cui le donne sono soggette e in particolare nei primi mesi dalla comparsa del menarca e durante le prime fasi della menopausa il problema può intensificarsi. Ma cosa possiamo fare per migliorare la qualità del nostro sonno? Innanzitutto è bene rivedere la propria routine e capire se possano esserci dei piccoli accorgimenti utili da poter applicare. Questi sono 6 consigli utili per dormire bene: