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Istat, più di 700mila morti nel 2020 in Italia: è il numero più alto dal secondo dopoguerra

Lo rivela il quinto rapporto sull'analisi della mortalità, secondo cui c'è stato un incremento del 15.6% rispetto alla media 2015-2019. Tra marzo e dicembre sono stati 108.178 i decessi in più rispetto alla media dello stesso periodo degli anni precedenti

Giuseppe Migliaccio di Giuseppe Migliaccio
5 Marzo 2021
in Italia

È stato reso noto il quinto rapporto Istat sull’analisi della mortalità in Italia, effettuato congiuntamente con l’Istituto superiore della sanità (Iss). Nell’anno 2020 il totale dei decessi per il complesso delle cause è stato il più alto mai registrato nel nostro Paese dal secondo dopoguerra: 746.146 decessi, 100.526 decessi in più rispetto alla media 2015-2019 (15,6% di eccesso). In tale valutazione occorre tener conto che, nei mesi di gennaio e febbraio 2020, i decessi per il complesso delle cause sono stati inferiori di circa 7.600 unità a quelli della media dello stesso bimestre del 2015-2019 e che, i primi decessi di persone positive al Covid-19, risalgono all’ultima settimana di febbraio. Pertanto, volendo stimare l’impatto dell’epidemia Covid-19 sulla mortalità totale, è più appropriato considerare l’eccesso di mortalità verificatosi tra marzo e dicembre 2020. In questo periodo si sono osservati 108.178 decessi in più rispetto alla media dello stesso periodo degli anni 2015-2019 (+21%).

Specificamente al Coronavirus, dunque, dall’inizio dell’epidemia e fino al 31 dicembre 2020 il contributo dei decessi Covid-19 alla mortalità per il complesso delle cause è stato, a livello medio nazionale, del 10,2%, con differenze fra le varie ripartizioni geografiche (14,5% del Nord, al 6,8% del Centro e al 5,2% del Mezzogiorno) e fasce di età (4,6% del totale nella classe 0-49 anni, 9,2% in quella 50-64 anni, 12,4% in quella 65-79 anni e 9,6% in quella di ottanta anni o più). In particolare, a partire dalla metà di ottobre 2020, si legge nel report dell’Istat, “diventano via via più evidenti gli effetti della seconda ondata dell’epidemia Covid-19 sulla mortalità totale”. Considerando i decessi per il complesso delle cause, durante il periodo ottobre-dicembre 2020 si sono contati 213mila morti, 52mila in più rispetto alla media dello stesso periodo di ciascuno degli anni a partire dal 2015 al 2019.

Impennata di decessi over 80

Dati alla mano, guardando alle classi di età, il contributo più rilevante all’eccesso dei decessi dell’anno 2020, rispetto alla media degli anni 2015-2019, è dovuto all’incremento delle morti della popolazione con 80 o più anni, che spiega il 76,3% dell’eccesso di mortalità complessivo. In totale sono decedute 486.255 persone di 80 anni e oltre (76.708 in più rispetto al quinquennio precedente). L’incremento della mortalità nella classe di età 65-79 anni spiega un altro 20% di aumento dei decessi; in termini assoluti l’incremento per questa classe di età, rispetto al dato medio degli anni 2015-2019, è di oltre 20mila decessi (per un totale di 184.708 morti nel 2020).

Lombardia, ecatombe dopo la prima ondata

Il bilancio della prima fase dell’epidemia, in termini di crescita dei decessi per il complesso delle cause, è particolarmente pesante per la Lombardia (+111,8%); per tutte le altre regioni del Nord l’incremento dei morti del periodo marzo-maggio 2020 è compreso tra il 42% e il 47%; solamente il Veneto e il Friuli Venezia Giulia hanno un aumento di decessi più contenuto (rispettivamente +19,4% e +9,0%). Al Centro si evidenzia il caso delle Marche (+27,7%), regione che si distingue rispetto all’incremento medio della ripartizione (+8,1%).

Seconda ondata, i dati regione per regione

Diverso l’andamento della mortalità nella seconda ondata. In alcune regioni l’eccesso di mortalità dell’ultimo trimestre del 2020 supera quello della prima ondata (marzo-maggio 2020): in Valle d’Aosta (+63,7% rispetto al +42,6% di marzo-maggio), in Piemonte (+53% rispetto al +47,5%), in Veneto (+44,4% rispetto al 19,4%), in Friuli Venezia Giulia (+45,6% a fronte del +9,0%), nella Provincia autonoma di Trento (65,4% vs 53,1%). Al contrario, l’eccesso di mortalità ottobre-dicembre sulla media dello stesso periodo per 2015-2019, è più basso di quello della prima ondata in Lombardia (+37,1% contro al +111,8%), Emilia Romagna (+25,4% sul +43,6%), Liguria (+33,9 contro +42,2%) e nella Provincia autonoma Bolzano (+39,1% rispetto a +45,4%).

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