Aveva suscitato qualche strascico di polemiche la decisione del presidente della Campania Vincenzo De Luca di optare, sul territorio regionale, per un netto inasprimento delle misure anti-contagio previste nel decreto del presidente del consiglio Giuseppe Conte. In un’ordinanza emanata il 13 marzo, il governatore aveva infatti disposto il divieto assoluto per i residenti in Campania di uscire di casa senza un motivo valido e riscontrabile, vietando espressamente anche le passeggiate in solitaria e le attività sportive all’aria aperta come il jogging, pratiche ancora consentite dalle norme nazionali. A causa delle proteste e della successiva messa in circolazione di alcune fake news in cui si faceva riferimento a un dietrofront sul giro di vite, l’ordinanza era stata poi confermata il 14 marzo dallo stesso De Luca tramite una nota di chiarimento pubblicata sulle proprie pagine web.
A seguito della presentazione, da parte di un privato cittadino, di un’istanza cautelare di sospensione del provvedimento, il Tribunale amministrativo regionale della Campania si è espresso nel merito della vicenda, respingendo il ricorso e giudicando legittima la decisione di vietare jogging e passeggiate, anche nel pieno rispetto delle distanze di sicurezza. La decisione è arrivata con un decreto cautelare monocratico depositato nel corso della giornata odierna, che ha contestualmente fissato la trattazione collegiale per la camera di consiglio del 21 aprile 2020. Il Tar, si legge nelle motivazioni della decisione, ha ritenuto uscite non indispensabili e attività sportive come non compatibili con le esigenze sanitarie di contenimento che l’attuale situazione di emergenza impone, notando come il rischio di contagio per i cittadini campani sia “ormai gravissimo sull’intero territorio regionale, considerati i dati che pervengono all’Unità di crisi istituita con Decreto del Presidente della Giunta regionale della Campania”. Per cui, il parere del giudice amministrativo è che si debba dare “prevalenza alle misure approntate per la tutela della salute pubblica”.

