La camorra è tornata a sparare, e lo fa questa volta per “eliminare” fisicamente personaggi, soprattutto ex affiliati o membri di clan rivali, i quali vengono ritenuti scomodi o pericolosi per gli assetti e per gli affari criminali tra Napoli e il suo hinterland. Dopo l’agguato verificatosi nell’ultimo weekend nella periferia nord del capoluogo, consumatosi con il duplice omicidio di Giuseppe Di Napoli e Pasquale Torre, i clan hanno sparato questa volta in strada ad Afragola. Nel mirino dei killer è finito Ferdinando Tagliaferri, quarantasettenne residente a Carinola, in provincia di Caserta, crivellato di colpi in un agguato di chiara impronta camorristica consumatosi nel Rione Salicelle, grosso quartiere periferico afragolese composto da complessi popolari noto soprattutto per essere una delle principali piazze di spaccio della provincia di Napoli, oltre che una delle basi operative dello storico clan Moccia.
Stando alla dinamica dell’agguato, ricostruita dagli investigatori, la vittima, un pregiudicato con precedenti per rapina oltre che ritenuto coinvolto nel contrabbando di sigarette, sarebbe stata fatta cadere in una trappola ordita dai mandanti dell’omicidio. Erano circa le 4:00 del mattino di giovedì quando Tagliaferri, forse mentre stava aspettando qualcuno per un appuntamento legato a questioni d’affari, sarebbe stato raggiunto dal commando criminale. Il pregiudicato, resosi conto del tranello, avrebbe provato a scappare ma i killer lo avrebbero ugualmente raggiunto sparandogli quattro colpi di pistola che lo hanno colpito alle spalle, trapassandogli la schiena e il torace. Una volta ferito a morte e senza alcuna possibilità di salvezza, gli esecutori materiali dell’agguato sarebbero scappati a bordo di un grosso suv di colore scuro, dileguandosi lungo le strade di Afragola con il favore delle tenebre.
Sul luogo dell’agguato, poco dopo, sono giunti gli agenti della polizia di Stato del commissariato di Afragola e un’ambulanza del 118. All’arrivo dei soccorsi la vittima era ancora agonizzante: immediato è stato il suo ricovero in codice rosso all’ospedale Antonio Cardarelli di Napoli. Le sue condizioni di salute, però, sono apparse subito gravissime in quanto alcuni proiettili avrebbero perforato alcuni suoi organi vitali, compromettendone così la sopravvivenza. Dopo aver perso conoscenza, le condizioni di salute dell’uomo sono presto precipitate, fino al sopraggiungimento del suo decesso avvenuto nella mattinata odierna in ospedale. I rilevamenti effettuati dalle forze dell’ordine sul posto dell’assassinio avrebbero permesso di rivenire quattro bossoli di diverso calibro sull’asfalto, il che strarebbe a indicare che il commando sarebbe stato composto da diversi sicari, tutti armati. Gli investigatori non escludono che possa essersi trattato di una vendetta trasversale o di un regolamento di conti tra clan. Sempre secondo gli inquirenti l’agguato avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì potrebbe essere legato alla nuova guerra di camorra scoppiata nell’area nord di Napoli e che coinvolgerebbe, oltre ai gruppi storici di Afragola, anche alcune cellule criminali di Caivano. All’interno della stessa faida camorristica sarebbero altresì da inquadrare il ferimento di Salvatore Caccavale, pregiudicato gambizzato la sera del 30 dicembre lungo le strade della città afragolese, e dell’analogo ferimento di Luca Auriello, anch’egli sparato nelle gambe la notte del 10 gennaio sempre in strada ad Afragola.

