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La finanza sequestra 4.300 botti illegali: quattro arresti e due denunce nel Napoletano

Le fiamme gialle hanno confiscato in totale 260 chili di materiale esplosivo illecito in una serie di operazioni condotte a Casalnuovo di Napoli, Ercolano e Arzano

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
19 Novembre 2020
in Cronaca, Napoli

I militari della guardia di finanza del comando provinciale di Napoli, nel corso di una vasta operazione finalizzata al contrasto del commercio e della compravendita dei fuochi pirotecnici non a norma, hanno sequestrato 4.300 botti illegali ritenuti estremamente pericolosi, per un peso complessivo di oltre 260 chili. Il bilancio complessivo dell’operazione è di quattro persone arrestate e altre due denunciate in diverse città dell’hinterland partenopeo.

A Casalnuovo di Napoli, in particolare, i finanzieri della compagnia di Giugliano in Campania hanno scoperto una fiorente e ben radicata attività di commercio legata ai botti illegali, specializzata nella vendita dei cosiddetti “cobra”. L’azione di ripristino della legalità ha portato alla confisca di 2.100 ordigni pirotecnici altamente pericolosi del peso complessivo di 117 chilogrammi e con massa attiva pari a 52 chili, tutti prodotti con tecniche artigianali e custoditi in maniera non conforme. L’operazione ha portato all’arresto di un sessantenne del posto ritenuto il responsabile del commercio illecito di botti.

Una seconda azione, sempre dello stesso tenore, è stata portata a compimento a Ercolano grazie all’intervento congiunto dei finanzieri del comando locale e dei colleghi della compagnia di Portici. Qui, i baschi verdi hanno provveduto al sequestro di altri 1.044 fuochi illegali del tipo “rentini” detenuti irregolarmente dal titolare di una ditta.  Anche in questa circostanza, come in quella precedente, il materiale esplosivo del peso di 33 chili e di massa attiva pari a 19 chili, veniva detenuto illegalmente all’interno di un deposito. I finanzieri hanno pertanto provveduto a denunciare un sessantaseienne di Ercolano. Una terza operazione, sempre condotta nella città vesuviana, ha portato all’arresto di altre tre persone: si tratta di un altro sessantaseienne del posto e di un ventenne e un ventisettenne di Napoli. I tre sono ritenuti responsabili di aver messo su un vero e proprio commercio all’ingrosso di fuochi pirotecnici proibiti.

Nel corso di una quarta e ultima operazione finalizzata allo stesso scopo, le Fiamme gialle del gruppo pronto impiego di Napoli hanno notato un corriere sospetto mentre scaricava alcuni pacchi di grosse dimensioni all’interno di un magazzino. I controlli della finanza estesi alla merce hanno permesso di scoprire che all’interno degli scatoloni venivano trasportati fuochi pirotecnici di categoria “F1” e “F2”. Le perquisizioni sono poi proseguite all’interno di un deposito di Arzano, dove i finanzieri hanno rinvenuto 1.164 artifizi pirotecnici pericolosi di massa attiva pari a 68 chilogrammi. I baschi verdi hanno così denunciato un sessantaquattrenne di origine cinese ritenuto il proprietario della merce illegale.

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