S’allarga anche alla società civile la campagna di sensibilizzazione promossa dal nostro giornale, con tanti cittadini che – dopo aver visto i video che ci hanno inviato artisti e volti noti della cultura e della comunicazione – ci hanno contattati per chiederci di dire la loro e metterci direttamente la faccia, col nobile obiettivo di diffondere sempre più ad ampio raggio il messaggio relativo ai comportamenti più corretti da tenere in queste ore complicate, primo tra tutti quello di restare a casa e limitare al massimo i contatti sociali, da noi racchiuso nell’hashtag #stammeceacasa, che utilizza volutamente il dialetto napoletano in ossequio al bacino territoriale di riferimento del nostro giornale, prevalentemente regionale.
Il nostro “Stammece ‘a casa” in italiano corrisponde all’invito “Restiamo a casa”, che va inteso come un’occasione, oltre che per tutelare la propria e altrui salute, per riscoprire modalità di vita più slow e più umane, dedicando magari più tempo a se stessi e ai propri cari, leggendo un libro in più, guardando qualche buon film o ascoltando più musica, giocando per qualche ora in più del solito con i propri figli, recuperando gli episodi arretrati della propria serie tv preferita e così via. Con la consapevolezza, naturalmente, che soltanto attraverso questo tipo di comportamenti la diffusione del virus può essere bloccata e la vita di tutti noi tornare presto alla normalità. Magari, con ciascuno di noi che potrà uscire persino più maturo e arricchito da questo periodo così particolare e, si spera, unico.

