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Home Cronaca

Lieto fine per la famiglia di Capri bloccata in Kenya: saranno ospitati in un’altra struttura in attesa del rientro

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
29 Aprile 2020
in Cronaca, Società
Famiglia

Famiglia

È una storia che ha dell’incredibile quella capitata ad una famiglia di Capri che è rimasta bloccata in Kenya a causa del Covid-19. Tutto è iniziato lo scorso 29 febbraio quando Fabiano, assieme alla moglie Diana e ai figli piccoli Gabriele e Mattia, di cinque anni il primo e di diciannove mesi il secondo, hanno intrapreso il viaggio dei loro sogni a Watamu, piccolo paradiso tropicale costiero a nord di Mombasa, in Kenya. Quello che doveva essere un sogno, realizzato con i sacrifici e il duro lavoro dei due coniugi, si è trasformato ben presto in un incubo senza via d’uscita. 

In seguito all’emergenza epidemiologica infatti sono stati cancellati tutti i collegamenti e i voli internazionali tra il Paese africano e l’Italia, una situazione che ha costretto la famiglia di Capri e altre 500 persone a restare bloccati in un Paese sconosciuto, senza più disponibilità economiche, con due figli piccoli a carico e senza conoscere la lingua del posto. La famiglia ha provato ad imbarcarsi in un volo per Francoforte ma le autorità tedesche hanno negato loro l’accesso perché non c’erano più posti disponibili. A nulla sono valsi i tentativi di mettersi in contatto con l’ambasciata italiana che non ha saputo trovare soluzioni, né dare risposte concrete alla famiglia in evidente difficoltà. Ad oggi sono passati due mesi e la famiglia, così come raccontato da Diana e Fabiano sui social, si è dovuta arrangiare come poteva, senza tutele e senza sostegni, riparando assieme ai figli piccoli nella dependance di un villaggio turistico abbandonato, in cui mancano acqua ed elettricità. Una situazione davvero al limite della sopravvivenza, in cui a subire la peggio sono stati i figli piccoli della coppia, che per due mesi sono stati costretti a vivere in condizioni estreme.

Lì dove non sono arrivate le istituzioni tuttavia è arrivata la solidarietà di un’agenzia turistica con sede in Sicilia che gestisce hotel e resort a Zanzibar e in Kenya. La compagnia infatti, venuta a conoscenza dell’assurda e incredibile storia di abbandono subita dalla famiglia caprese, ha offerto loro il soggiorno e la sistemazione presso le proprie strutture a titolo gratuito. “Li accogliamo noi“, ha dichiarato Francesco Bo, presidente della compagnia turistica Vr club, che ha proseguito: “Ci siamo messi in contatto con la famiglia offrendo vitto e alloggio. Anche il nostro management è bloccato lì e confidiamo nel lavoro del consolato italiano“. Riceviamo a braccia aperte la famiglia caprese presso la nostra struttura offrendogli loro tutti i servizi di cui hanno bisogno. Siamo fieri di essere italiani e di aiutare i nostri connazionali“, ha poi concluso il manager della compagnia.

L’incubo durato due mesi per Fabiano, la moglie Diana e i due bimbi sembra finalmente avere un lieto fine, in attesa che la Farnesina trovi una soluzione praticabile per il ritorno a casa della famiglia caprese e di altri connazionali bloccati in Kenya.

 

 

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Tags: kenya
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