I temporali devastanti in Italia durante la stagione estiva, gli attuali incendi in California e quelli in Australia a inizio anno sono tutti accaduti in un unico anno e sono la spia di un problema più ampio che deve essere affrontato il prima possibile, quello del cambiamento climatico. Lo sanno bene coloro che lavorano alla Google che, attraverso le parole di Sundar Pichai, l’amministratore delegato della società, hanno dichiarato guerra aperta alle problematiche legate alla devastazione dell’ambiente e del clima. L’azienda si è già prodigata, negli anni, in azioni strettamente connesse alla sostenibilità: nel 2017, infatti, sono stati i primi a far coincidere il consumo di energia con il cento per cento di energia rinnovabile.
Gli obiettivi posti da Google per i prossimi dieci anni di attività, invece, sono legati all’utilizzo del carbonio. La prima vittoria del colosso americano è stata l’eliminazione, già da adesso, dell’impronta di carbonio (ovvero un parametro che misura le emissioni di gas serra). La prossima sfida dell’azienda, sarà, invece, quella di diventare “carbon-free” ventiquattr’ore su ventiquattro e sette giorni su sette, in tutti i data center e campus in giro per il mondo. Si tratta di un’operazione davvero molto complessa, che lega fonti di energia eolica e solare con l’intelligenza artificiale e che porterà a un utilizzo di energia rinnovabile anche mentre si compiono le più semplici azioni: una mail inviata attraverso Gmail, una domanda posta sul motore di ricerca, un video guardato su Youtube, tutto eseguito in maniera ecosostenibile.


