C’erano più di duecento persone intorno alla chiesa di San Paolo Apostolo, nel cuore del Parco Verde di Caivano, dove nel pomeriggio si è tenuta la cerimonia funebre per Maria Paola Gaglione, la ragazza uccisa dal fratello nella serata di venerdì scorso. Erano davvero tante, a dimostrazione dell’impatto che il tragico episodio ha avuto sulle quotidianità degli abitanti del popolare rione dell’hinterland napoletano. Molte di loro non sono potute entrare all’interno della chiesa, a causa delle norme anti-Covid da rispettare, ma tutte hanno voluto radunarsi sul posto per far sentire la propria rabbia e il proprio dolore per una morte assurda. In chiesa c’erano anche le amiche della giovane vittima, le quali hanno indossato magliette bianche, alcune recanti le foto della ragazza, portando con sé tanti palloncini bianchi e rosa, fatti poi volare in aria alla fine delle celebrazioni.

Durante la messa, invece, non è potuto essere presente Ciro che però, autorizzato dalla Procura di Nola, ha potuto vedere e salutare per un’ultima volta la sua metà in obitorio, dove è stato accompagnato scortato dalla polizia. Proprio lui, la sera precedente, aveva espresso il desiderio di rivedere la sua Paola, direttamente dall’ospedale Villa dei fiori di Acerra. E la procura di Nola è stata pubblicamente ringraziata dall’associazione Arcigay di Napoli, che ha sottolineato la spiccata sensibilità con la quale è stata affrontata, dagli agenti, tutta la vicenda. Nonostante l’assenza fisica al funerale, comunque, Ciro è riuscito in ogni caso a far sentire la sua voce attraverso un cartellone posto all’esterno della chiesa, sul quale spiccava una dedica romantica e struggente: “Correvamo soltanto verso la nostra libertà, o almeno credevamo di farlo, verso la nostra piccola grande felicità. Ovunque sarai, il mio cuore sarà lì con te. Ti amerò oltre le nuvole. Dal tuo grande amore Ciro”. Il tutto, corredato da cuori e fotografie raffiguranti la coppia. Ma oltre al ricordo del ragazzo della vittima, hanno destato una certa sensazione anche i manifesti funebri nei quali si poteva leggere, oltre al cordoglio dei genitori, anche quello del fratello Michele.

