La Campania andrà avanti anche nei prossimi giorni con estrema cautela lungo il percorso finalizzato al rientro in aula di tutti gli studenti di ogni ordine e grado, in modo da far sì che ciò possa davvero avvenire in sicurezza. Nel consueto appuntamento settimanale del lunedì pomeriggio in diretta video sulla sua pagina Facebook, infatti, l’assessora regionale all’Istruzione, Lucia Fortini, lascia intendere fin da oggi in quali direzioni potrebbero andare le difficili decisioni da assumere nei prossimi giorni. “La settimana prossima, per il 25 gennaio, ci auguriamo – spiega l’assessora – che possano ritornare in presenza anche la quarta e la quinta classe delle scuole primarie“. Per il momento, a fare lezione in aula nelle scuole campane hanno ricominciato soltanto i più piccoli, cioè gli alunni delle materne e quelli di prima, seconda e terza elementare. E, da quanto anticipato da Fortini, gli studenti delle medie e delle superiori dovranno, molto probabilmente, attendere ancora qualche giorno in più.
A proposito delle critiche che alla Regione Campania giungono da parte di chi sottolinea una possibile contraddizione tra l’inserimento in zona gialla e le lezioni ancora con la DaD in quasi tutte le scuole, l’assessora replica con molta chiarezza. “Qualcuno, in questi giorni, ha scritto che sembra una contraddizione – sottolinea – che in una regione gialla parecchie classi delle scuole siano ancora con la didattica a distanza. In realtà non lo è. Siamo in zona gialla proprio perché abbiamo fatto scelte dure, all’inizio molto criticate, mentre oggi è evidente che raccogliamo i frutti di quelle scelte complicate e difficili. Ogni decisione che perseguiamo viene presa assieme all’Unità di crisi regionale. Ci sono stati due incontri nei giorni scorsi. La nostra intenzione era far rientrare da oggi la terza, quarta e quinta classe delle primarie, ma poi l’Unità di crisi ha ritenuto che ciò non fosse opportuno. Nei prossimi giorni, ci sarà un nuovo incontro – conclude Lucia Fortini – per verificare la situazione della curva epidemiologica, in modo da poter dare per tempo indicazioni alle scuole e alle famiglie. Proseguiremo su questa strada, dunque, cercando di contemperare il diritto all’istruzione e quello alla salute“.


