Alcune dichiarazioni sono state intercettate durante un colloquio in carcere tra Toby Essobti Badre, imputato insieme all’ex compagna Valentina Casa per il brutale omicidio del bambino di 7 anni Giuseppe Dorice compiuto il 27 gennaio dello scorso anno a Cardito, e i familiari. L’uomo era in parlatorio con i parenti e, a sua insaputa, le sue frasi sono state carpite dagli inquirenti. “Non so cosa mi sia preso quel giorno – ha commentato in dialetto Essobti, di origini marocchine – ma l’ho riempito di mazzate, ho preso un bastone e non ho capito più nulla”. Un racconto che riporta alla memoria la violenta e agghiacciante aggressione subita dal piccolo, figlio di Valentina Casa, ex compagna di Essobti, picchiato fino alla morte con un bastone.
Nella giornata di ieri, nell’aula 219 del nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli, davanti alla terza Corte di Assise, si è celebrata l’udienza con i due imputati dell’omicidio, Essobti e Valentina Casa, collegati in video dalle carceri dove sono attualmente detenuti. I testimoni di polizia giudiziaria hanno risposto alle domande del pubblico ministero, informando la Corte riguardo i contenuti delle conversazioni intercettate al telefono e quelle ambientali registrate durante i colloqui in carcere. La Corte ha anche ricevuto dai testimoni della polizia giudiziaria notizie sulle conversazioni intercettate a Massa Lubrense, comune situato nella penisola sorrentina, dove Valentina Casa era tornata dopo il tragico delitto del figlio. Dalle intercettazioni non è mai emerso un attimo di dolore, di disperazione per la morte del piccolo Giuseppe, mai un pianto in reazione all’accaduto.

