Come ogni anno, in questo periodo su riviste e siti web proliferano consigli e liste sulle migliori “letture da spiaggia” per l’estate: una categoria letteraria a onor del vero ben poco definita in cui, il più delle volte, convivono titoli diversissimi per genere, atmosfera e tematiche. Come ha evidenziato Katy Waldman in un bell’articolo pubblicato sul New Yorker, non c’è consenso unanime su cosa renda un’opera meritevole di entrare nelle classifiche dei libri più quotati della stagione o se la categoria debba addirittura esistere o meno. Una soluzione per aggirare questo problema “esistenziale” potrebbe essere, tuttavia, cercare una connessione con gli elementi naturali che ci circondano: ecco, dunque, una piccola selezione di opere di narrativa, proposte a cadenza settimanale, che hanno come protagonista, coprotagonista o ambientazione principale il mare.
Una notte di burrasca sferza con onde alte e poderose le coste della Bretagna, nel nord della Francia. Il capitano Renaud, comandante del Cyclone, un rimorchiatore specializzato nei salvataggi di imbarcazioni in quelle acque difficili, riceve una richiesta di aiuto: un cargo greco non ha retto alla potenza del mare e si trova in pericolo in mezzo alla chiassosa e angosciante oscurità dei flutti. Una situazione non nuova, che Renaud ha vissuto tante volte ed è da anni pane quotidiano per il suo equipaggio. L’operazione di soccorso, tuttavia, si rivela ben presto più difficile del previsto, segnando in maniera indelebile l’animo del comandante del Cyclone. Tempesta, scritto del francese Roger Vercel nel 1935 e pubblicato in Italia da Nutrimenti (240 pagine, 18 euro), è un racconto capace di inchiodare il lettore con facilità disarmante, in cui si avverte l’influenza dei lavori di Joseph Conrad. I due piani paralleli su cui si snoda la vicenda narrata, quello dell’azione di salvataggio e quello interiore del protagonista, si intrecciano con incredibile naturalezza, regalando una lettura scorrevole ma non banale. Da Remorques, questo il titolo originale dell’opera, nel 1941 venne tratta anche una trasposizione cinematografica: il ruolo di Renaud fu interpretato da Jean Gabin e alla sceneggiatura lavorò, tra gli altri, Jacques Prévert.

