L’impegno sociale di Valerio Taglione e il riscatto di un territorio nel libro di Tina Cioffo e Alessandra Tommasino
I proventi della vendita del volume saranno devoluti a fini sociali e per una borsa di studio che porterà il nome del fondatore del comitato don Peppe Diana
“Un libro per ricordare Valerio e per ripercorrere la storia di riscatto della provincia di Caserta, a partire dall’omicidio di don Peppe Diana a opera del clan dei Casalesi”: così, le giornaliste Tina Cioffo e Alessandra Tommasino parlano di Oltre la camorra: una storia di resistenza – Valerio Taglione partigiano del bene, edito da Città Nuova, il loro volume scritto a quattro mani in cui le vicende degli ultimi 26 anni di lotta alla criminalità organizzata e al malaffare s’intrecciano con l’impegno civile di Valerio Taglione, amico di don Diana e coordinatore del comitato don Peppe Diana, oltre che referente provinciale di Libera Caserta. Nel libro le due coautrici parlano a Valerio, raccontano episodi, persone e fatti locali, ma anche internazionali, in cui la figura di Taglione si erge per costruire, assieme ad altri, una comunità solidale e sana.
“Ho fondato nel 2006 con Valerio, insieme ad altre persone, il comitato don Peppe Diana – è l’iniziale ricordo di Tina Cioffo – ed è nata, naturalmente, un’amicizia molto stretta. Il suo impegno è sempre stato per me ammirevole e quando l’8 maggio di quest’anno è venuto a mancare ci siamo chiesti come raccontare la sua vita e il riscatto del territorio. La Fondazione con il Sud ha dato la disponibilità a finanziare un libro e abbiamo, dunque, preso la balla al balzo. Né io, né Alessandra – chiarisce subito Cioffo – percepiremo un solo centesimo dai proventi della vendita del libro, che saranno devoluti tutti a fini sociali. Verrà finanziata, inoltre, una borsa di studio o di ricerca che porterà il nome di Valerio Taglione. Il libro è, quindi, un doloroso viaggio e omaggio che, da amiche, facciamo a lui, ma non è solo la storia di Valerio: è quella di un territorio che non è rimasto con le braccia conserte. Accanto all’imperante presenza di camorra e corruzione, era giusto, dunque, che si raccontasse l’altra faccia della medaglia: un popolo che non sta fermo, non si rassegna e cerca di reagire, ad esempio con il riutilizzo dei beni confiscati, il Festival dell’impegno civile, denunciando il malaffare o anche il giornalismo asservito ai poteri occulti”.
L’impegno di Taglione è rimasto fermo e risoluto fino agli ultimi giorni della sua, purtroppo, breve vita, come Cioffo ricorda con un filo di commozione. “C’è un episodio che raccontiamo nel libro e che dà l’idea di com’era fatto Valerio. Durante il lockdown la malattia era nella fase finale, ma lui ha fatto di tutto per far sì che il comitato don Peppe Diana acquistasse delle mascherine. Ci chiese, infine, di portarle ai commissariati polizia, ai carabinieri, al Centro Fernandez di Castel Volturno. Anche dinanzi all’avanzare imperante della malattia – conclude Cioffo – Valerio ha continuato a pensare agli altri”.
Valerio Taglione con, a sinistra, Tina Cioffo e, a destra, Alessandra Tommasino
Anche per Alessandra Tommasino la memoria di Valerio Taglione è un tutt’uno con le battaglie civili combattute insieme. “Con Valerio spesso avevamo discusso di quanto sarebbe stato bello scrivere la nostra storia – ricorda – e il libro mette insieme avvenimenti del nostro territorio e la storia di amici che hanno cercato di costruire percorsi di riscatto sociale di una comunità, cosa che a lui stava particolarmente a cuore. Valerio ha cercato sempre di unire le persone che stavano dalla stessa parte, partendo dai famigliari delle vittime innocenti di camorra, agli imprenditori antiracket e a tutti quelli che contribuivano all’affermazione di un modo di vivere in contrasto con la sub-cultura camorrista. Nel libro c’è proprio un capitolo dedicato alle vite segnate dei famigliari delle vittime innocenti dei camorra e al recupero della memoria di queste persone. Una parte importante è quella dedicata all’economia sociale, ai primi beni confiscati, come eravamo soli all’inizio e come siamo diventati sempre di più nel corso degli anni. E poi c’è l’amicizia molto forte con me e con Tina, i momenti molto intimi della malattia vissuti al suo fianco, dalla diagnosi, alla cura e, purtroppo, alla fine. Non è retorica – prosegue Tommasino – ma le persone come Valerio non muoiono mai: lasciano semi molto importanti da curare. Nel libro io e Tina ci rivolgiamo a lui e Valerio interviene, con i suoi ricordi, il suo rapporto con don Peppe Diana, le tappe più importanti del comitato don Diana, le difficoltà e anche le volte in cui abbiamo litigato. Abbiamo preso spunto da un chat su whatsapp in cui discutevamo e anche dai suoi discorsi in pubblico”.
Infine, il significato di promuovere una borsa di studio o di ricerca con i proventi del libro. “Ricalca il modo di essere di Valerio, cioè quello di fare qualcosa che possa produrre risultati positivi per la comunità, perché lui non ragionava mai in forma individuale, ma puntava al noi, ad allargare l’orizzonte – conclude Tommasino – con il coinvolgimento di altri soggetti”. Il volume sarà in distribuzione nelle librerie a partire da gennaio, ma già da ora lo si trova con il Pacco alla Camorra, iniziativa del Consorzio Nco da sempre sostenuta dal Comitato don Peppe Diana e da Valerio Taglione. Oltre la camorra: una storia di resistenza- Valerio Taglione partigiano del bene e il Pacco alla camorra, possono essere acquistati al link https://ncocommercio.com.
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