Un concerto poco prima del tramonto tra le suggestioni senza tempo del Vesuvio è l’evento di anteprima della venticinquesima edizione del Pomigliano Jazz Festival, la storica kermesse diretta da Onofrio Piccolo e da qualche anno itinerante in varie località della provincia di Napoli. A esibirsi in un esclusivo live acustico, tra le 18 e le 19.30 sul gran cono del Vesuvio, è un musicista internazionale davvero d’eccezione, cioè il chitarrista africano Lionel Loueke, accompagnato come special guest dal sassofonista e compositore napoletano Daniele Sepe. Originario del Benin, Loueke presenta sulla vetta del vulcano più famoso al mondo i brani del suo nuovo album HH, dedicato fin dal titolo al suo mentore Herbie Hancock, che peraltro non ha esitato a definirlo “un musicista che dipinge note“.

Già ascoltato a Pomigliano Jazz nella straordinaria formazione Aziza capitanata da Dave Holland nel 2018 e ancora come guest del trio di Jeff Ballard nel 2016, Loueke ritorna oggi per proporre in anteprima assoluta le sonorità del suo nuovo lavoro discografico, che uscirà il 16 ottobre per l’etichetta britannica Edition Records. “Questo album è tanto una dedica quanto un tributo personale – spiega il chitarrista – a un musicista che ha cambiato il volto di questa musica. È un’interpretazione estremamente avvincente e unicamente individuale della musica che ha avuto un’enorme influenza su musicisti di tutti gli stili e generi. Da Herbie ho imparato molto. E’ uno di quei musicisti sempre pronti a sostenerti. Quando un collega sbaglia interviene lui tranquillamente senza farti notare l’errore. Si immerge completamente nella musica e in un certo senso rende la vita più facile a tutti. Ma in certi casi la complica, può capitare che lo spartito dica Do maggiore e lui decide di suonare un altro accordo. Lui va oltre le singole note“.



