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Home Mondo

Maradona, aperta a Buenos Aires la camera ardente nella Casa Rosada: in migliaia in fila fin dall’alba

Già dalle 6 del mattino, plaza de Mayo si sta riempiendo di persone che vogliono salutare per l'ultima volta il loro idolo. E all'aeroporto internazionale della capitale argentina sono segnalati centinaia di giornalisti in arrivo da tutto il mondo per coprire la notizia. Il Governo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale

redazione di redazione
26 Novembre 2020
in Mondo
Maradona Casa Rosada

Il saluto degli argentini a Maradona nella camera ardente presso la Casa Rosada

Fin dalle prime luci dell’alba, in migliaia si sono messi in fila in plaza de Mayo a Buenos Aires, per rendere omaggio alla salma di Diego Armando Maradona, che è stata portata all’interno della Casa Rosada, il palazzo presidenziale, dove è stata allestita una camera ardente che resterà aperta fino a sabato. In Argentina, il Governo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale dopo la morte improvvisa del Pibe de Oro nel pomeriggio italiano di ieri, a causa di un arresto cardiaco-respiratorio. Maradona aveva compiuto 60 anni il 30 ottobre e si trovava in una sua villa nella cittadina di Tigre, nell’area periferica della Grande Buenos Aires.

La fila in plaza de Mayo a Buenos Aires, alle 6.30 del mattino, per rendere omaggio a Diego Maradona

Prima dell’apertura della camera ardente al pubblico, nel salone dove è stata sistemata la bara di Diego Maradona – coperta dalla bandiera argentina e dalla sua camiseta numero 10 della nazionale albiceleste – sono entrati i familiari, a partire dalla storica compagna ed ex moglie Claudia Villafañe accompagnata dalle figlie Dalma e Gianinna, seguite da numerosi calciatori e amici storici come Carlos Tevez, Martin Palermo e i membri della nazionale argentina vittoriosa al campionato mondiale di Messico 1986. Nella notte, era già stata accanto alla bara anche l’ultima fidanzata di Maradona, Verónica Ojeda, col figlio Dieguito Fernando.

La bara di Maradona all’interno della Casa Rosada

All’esterno della Casa Rosada, la folla aumenta costantemente ed è facile immaginare che nel corso della giornata riempirà plaza de Mayo e le strade circostanti. Nonostante un afflusso piuttosto ordinato, l’enorme calca e il coinvolgimento emotivo straordinario hanno fatto sì che vi fosse qualche pressione di troppo verso le transenne di contenimento, con le forze dell’ordine (presenti in numero imponente) costrette a intervenire per calmare le acque e portare via alcuni esagitati. I media argentini, intanto, segnalano l’arrivo all’aeroporto internazionale di Buenos Aires di centinaia di giornalisti inviati nella capitale argentina da tutto il mondo, per coprire la notizia che ieri ha paralizzato tutto il pianeta e ha sostituito, per la prima volta da mesi, la pandemia da Covid-19 nelle aperture di giornali e televisioni.

Gli argentini in fila in plaza de Mayo

Nel frattempo, dopo l’autopsia effettuata ieri sera sul cadavere di Maradona, i medici legali argentini dell’ospedale di San Fernando, in provincia di Buenos Aires, hanno diffuso un referto con i risultati dei loro esami, attribuendo ufficialmente il decesso a una “insufficienza cardiaca acuta, in un paziente con una miocardiopatia dilatata, insufficienza cardiaca congestizia cronica che ha generato un edema acuto del polmone“. Sul corpo, saranno effettuate anche alcune analisi tossicologiche, per capire se, prima di morire, Maradona avesse fatto uso di farmaci, droghe o alcol.

Il “ponte” tra Buenos Aires e Napoli sui media argentini

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Tags: Buenos Aires
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