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Home Ambiente

“Mare Monstrum 2020”, Campania prima per numero di illeciti

Il dossier di Legambiente propone numeri impietosi per il Sud Italia. Tra abusivismo edilizio e inquinamento, la medaglia d'oro è più che meritata

Emanuele Di Donato di Emanuele Di Donato
30 Giugno 2020
in Ambiente
Mare Monstrum 2020

Non sono esattamente lusinghieri i dati esposti da Legambiente nel dossier Mare Monstrum 2020, almeno nei confronti del Sud e in particolar modo della Campania. Con una media di 13 reati al giorno, il territorio campano si erge come il peggiore dello Stivale in questa speciale classifica: cemento a tonnellate, acque inquinate anche a causa di un quasi assente sistema di depurazione, scarichi illegali e pesca di frodo. Il dossier dell’associazione ambientalista italiana non dipinge certo un quadro positivo, consegnando alla Campania il trofeo per il primo posto nella categoria “Peggior mare d’Italia”, con acque avvelenate dall’illegalità e dalla poca lungimiranza riguardo la potenza economica e turistica che potrebbe derivare da coste e mari in salute. Tra scarichi illegali e i cosiddetti predoni del mare, ovvero i pescatori di frodo e i diportisti senza regole, i numeri sono impietosi e il risultato finale è una bella – si fa per dire – e ben visibile macchia nera.

Volendo guardare al lato positivo, i numeri provengono da rilievi e statistiche, forniti dalle forze dell’ordine e dalle capitanerie di porto, che sono stati effettuati tenendo presenti i dati del 2019, prima che un’emergenza sanitaria di portata mondiale avesse come inaspettato ma gradito effetto quello di ripulire la natura dalle grinfie dell’uomo. Rimane, tuttavia, il vergognoso primo posto nel dossier Mare Monstrum 2020, dove la Campania è in vetta per numero assoluto di reati contestati. Primi non in tutto, però: nella pesca abusiva, infatti, l’onore della medaglia d’oro va alla Sicilia, campionessa indiscussa in questa speciale attività. Magra consolazione per una regione che nel 2019 ha totalizzato ben 4.697 reati contestati, quasi il 20% dell’ammontare nazionale, salendo del 35% rispetto all’anno precedente. I cosiddetti predoni del mare sono certo importanti protagonisti per questo successo tutto campano, con una media di 13 reati al giorno: uno ogni due ore, 10 infrazioni per ogni chilometro di costa. I dati delle forze dell’ordine, infatti, parlano di 4.305 persone denunciate e arrestate, mentre sono 1.571 i sequestri. Si può sicuramente dire – con tutto il sarcasmo possibile – che se la Sicilia avrà intenzione di spodestare la Campania dovrà fare un ottimo (o forse terribile) lavoro.

Altro protagonista negativo è il cemento. La sua presenza sulle riviere continua ad aumentare in maniera preoccupante: i reati concernenti l’aggressione cementizia avvengono per il 17% in Campania, con un numero record di 1.715 infrazioni. L’aumento rispetto all’anno precedente è del 20%, con 1.300 persone denunciate e arrestate, oltre a 395 sequestri effettuati. Pertanto, non è certo difficile incontrare villette abusive, chioschetti, parcheggi e piscine in completa contravvenzione alle regole, alla proprietà pubblica e alla salvaguardia dell’ambiente. In testa alla classifica anche per le infrazioni legate all’inquinamento del mare, la Campania è leader di scarichi e mala depurazione. Le infrazioni accertate, con un balzo del 20% rispetto all’anno precedente, sono 1.037, pari al 24,8% del totale italiano. Per questi reati, 2.004 persone sono state denunciate e arrestate, mentre sono stati 1.084 i sequestri. Non diamo, però, tutti i meriti alla Campania: anche il resto d’Italia ha fatto la sua parte, con il 55% dei comuni che non sono dotati di impianti di depurazione adeguati agli standard europei.

Francesca Ferro, direttore Legambiente Campania, spiega che l’associazione è pronta a ripartire con “Goletta verde” e “Goletta dei laghi”, una straordinaria operazione di citizen science che vedrà centinaia di volontari scendere in campo, impegnati direttamente nei campionamenti delle acque e nel censimento dei rifiuti lungo le coste. “Goletta verde” farà tappa anche in Campania dal 5 al 10 agosto, mentre “Goletta dei laghi” arriverà dal 27 luglio all’1 agosto, occupandosi delle microplastiche nelle acque interne, monitorando i laghi Patria e Matese.

I dati di Mare Monstrum 2020, al pari di quelli riguardanti l’inquinamento ambientale appena terminato il confinamento regalano una visione chiara e con zero spazio per i dubbi di quanto la prepotente mano dell’uomo riesca a distruggere e rovinare la natura in tutte le sue forme. Una pandemia mondiale ha costretto l’umanità in casa per mesi, e l’ambiente ha ringraziato di cuore. Adesso che è possibile lasciare le case e tornare a sguazzare nell’illegalità gli effetti positivi svaniranno presto. Ecocriminali e pressione antropica sono nemici giurati – e purtroppo enormemente potenti – della natura, troppo spesso assoggettata alla volontà di chi ha nel cuore solo gli interessi economici. L’illusione di un ambiente pulito è durata soltanto pochi mesi, mentre adesso si preparano di nuovo le attività illegali per ridurre Pachamama – la divinità Madre Terra nelle lingue native americane del Sud America – a una schiava del padrone uomo.

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Tags: inquinamentoLegambiente
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