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Home Società

La storia di Maria Carmela, la libraia di Pomigliano che dona libri ai bambini in difficoltà

Giuseppe Scuotri di Giuseppe Scuotri
6 Aprile 2020
in Società
carmela

È una storia di amore verso il proprio mestiere e verso il prossimo quella che arriva, nel bel mezzo di un’emergenza che sta sconvolgendo i nostri usuali stili di vita, da Pomigliano d’Arco. Qui ha sede Mio nonno è Michelangelo, libreria indipendente per l’infanzia gestita dall’energica e appassionata Maria Carmela Polisi, la quale ritiene che i libri rischino di annoiarsi se abbandonati sugli scaffali. Per questo motivo, col suo furgoncino carico di volumi la si può incontrare mentre gira tra piazze, scuole e parchi per leggere storie a bambini e ragazzi. Una nobile attività, la sua, che con lo scoppiare dell’epidemia da Covid-19 ha subito una brusca frenata: pochi giorni dopo la chiusura imposta alla libreria, è arrivato anche il divieto di effettuare quelle consegne di volumi a domicilio che, senza perdersi d’animo, aveva continuato a effettuare.

A quel punto, Maria Carmela si era messa l’anima in pace, aspettando come tutti la fine delle misure restrittive nella propria abitazione ma, dopo poco, è accaduto qualcosa che ha cambiato le carte in tavola: una signora di Napoli, una mamma che era venuta in negozio giusto un paio di volte, decide di donare cento euro in volumi alla libreria, da destinarsi a chi non potesse permettersene l’acquisto. La libraia ha un solo destinatario in mente per quel regalo così speciale: Angelo, un bambino di Casoria affetto da una grave patologia, che adora i libri, specialmente gli albi illustrati, dei quali ha bisogno quanto delle medicine.

Il problema è rappresentato dalla grande distanza, che sembra incolmabile: le nuove restrizioni non ammettono la possibilità di uno spostamento da un Comune all’altro per un caso del genere. Maria Carmela però, ancora una volta, non si perde d’animo: telefona al comandante della polizia locale, informandolo che il giorno seguente avrebbe effettuato la consegna con o senza il consenso delle autorità preposte. “Ne prendo atto”, si sente rispondere in maniera lapidaria dall’altro capo del telefono. La mattina successiva si reca in libreria, come previsto, per raccogliere il regalo per il piccolo Angelo e, proprio davanti all’ingresso del negozio, trova ad aspettarla una pattuglia della polizia locale, da cui scende il comandante in persona. “Ecco, è fatta, non mi permetteranno di partire”, pensa la donna dentro di sé, ma le intenzioni del comandante sono ben diverse: sarà lui stesso ad accompagnarla a Casoria, con tutte le precauzioni del caso.

I due si mettono in auto muniti di guanti e mascherina, lui alla guida e lei sul sedile posteriore, e raggiungono in mezzora la casa di Angelo. La felicità del bambino, che ha festeggiato il suo terzo compleanno solo da pochi giorni, è incontenibile: altri regali, altri albi illustrati tutti per lui. La generosità di Maria Carmela, tuttavia, non si è fermata è questo encomiabile gesto: “Purtroppo, i bambini in difficoltà sono tanti – afferma la libraia -. Vorrei poter fare lo stesso con i ragazzini delle case-famiglia sparse nelle nostre zone. La sera stanno ricevendo le audiostorie che registro ogni giorno e mi dicono che così dormono più sereni”, racconta con contagiosa positività Maria Carmela, che ci tiene a sottolineare l’importanza della lettura in un momento così delicato per tutti: “La lettura deve avere un posto d’onore. È speranza, è forza. Leggere ci salva”.

 

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