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Home Cronaca

Maxi operazione ai danni del clan Giannelli: 16 arresti tra Napoli, Caserta, Roma e Forlì (Video)

Gli indagati dovranno rispondere di associazione di tipo mafioso, omicidio, tentato omicidio, estorsione, detenzione e cessione di droga, porto e uso illegale d’armi da fuoco e altri reati

Sara Dell'Aversano di Sara Dell'Aversano
18 Novembre 2020
in Cronaca, Napoli

Devono rispondere di associazione di tipo mafioso, omicidio, tentato omicidio, estorsione, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, porto e uso illegale d’armi da fuoco e altro i sedici indagati soggetti a un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere eseguita, questa mattina, dai militari del comando provinciale di Napoli, emessa dal Gip, nei territori delle province di Napoli, Caserta, Roma e Forlì. L’attività d’indagine ha, infatti, permesso di rintracciare e ricostruire l’azione del clan Giannelli nell’area urbana di Napoli (nello specifico, tra Cavallereggi d’Aosta, Coroglio, Agnano e Bagnoli) con particolare riferimento ad attività criminali come estorsioni e narcotraffico, oltre a rilevare una loro pericolosa conflittualità con un altro clan, quello degli Esposito – Nappi – Bitonto, operante anch’esso nello stesso territorio.

Le investigazioni, coordinate dalla Dda di Napoli, hanno fatto sì che si potessero collocare tali organizzazioni camorristiche al’interno della sfera di controllo del clan Licciardi, famiglia aderente allo storico cartello denominato “Alleanza di Secondigliano”. Le prove raccolte dai militari hanno, inoltre, permesso di trovare i colpevoli dell’omicidio di Rodolfo Zinco, avvenuto il 22 aprile 2015, commesso proprio con l’obiettivo di riaffermare l’egemonia del clan Giannelli in quelle zone del territorio partenopeo. Ma non solo: sono emersi anche gravi indizi di colpevolezza relativi ai tentati omicidi di Alessandro Giannelli e Roberto Pinto, inseriti nel contesto delle controversie legate al controllo del traffico di droga in contrapposizione con un’altra famiglia criminale, quella che farebbe capo ad Agostino Monti. Persone appartenenti al clan Giannelli, infatti, si sarebbero rese responsabili di intimidazioni concretizzate attraverso l’esplosione di colpi di kalashnikov proprio verso le abitazioni della famiglia Monti.

Le indagini hanno, inoltre, fatto emergere una serie di altre attività illecite, quali estorsioni ai danni degli imprenditori e commercianti, vendita di droga e una vera e propria gestione dei parcheggi abusivi in diverse aree urbane della città di Napoli, attuata attraverso una sofisticata distribuzione dei ruoli, con l’utilizzo di persone volte al controllo delle attività dei parcheggiatori abusivi, ma anche con grande attenzione a impedire le possibili intromissioni di “estranei” che volessero attuare la medesima attività nei territori di competenza del clan. Non mancava, poi, la distribuzione del denaro ai lavoratori abusivi, come se fosse una sorta di stipendio fisso, oltre al pagamento di una percentuale sull’incasso (pari a circa 1.500 fino a 2.000 euro nelle serate di maggiore affluenza), che finiva nelle casse del clan Giannelli.

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Tags: clan giannelli
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