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Home Società

Medici di base / Di Tommaso: “Il Coronavirus si sconfigge curando tempestivamente il paziente a casa”

Ignazio Riccio di Ignazio Riccio
29 Marzo 2020
in Società
Base

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Piero Di Tommaso è un giovane medico di base che opera nell’Agro aversano, nei Comuni di Aversa e San Cipriano. In trincea da diverse settimane, come tutti gli altri dottori di famiglia, ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande, con l’obiettivo di dare informazioni semplici e concrete per affrontare il temibile Covid-19, offrendo il punto di vista di chi ha a che fare quotidianamente con il virus.

Dottore, come state affrontando l’emergenza Coronavirus sul territorio?

“Siamo le prime persone a cui si rivolgono i potenziali contagiati all’insorgere dei sintomi della malattia. I nostri assistiti ci chiamano e noi facciamo una diagnosi al telefono, compilando una scheda che viene inviata al 118 per il tampone e al sindaco per conoscenza. Il paziente, intanto, aspetta a casa in quarantena che gli venga effettuato il test”.

Quanto tempo passa dall’invio della scheda e la somministrazione del tampone?

“Mediamente il paziente attende quatto, cinque giorni per il test, mentre per il risultato bisogna aspettare altri tre, quattro giorni. In tutto trascorre un’intera settimana prima di capire se il caso sospetto è positivo o meno. Troppo tempo”.

Perché dice questo?

“Perché in questi sette, otto giorni il paziente può avere complicazioni polmonari e diventa probabile il ricovero ospedaliero. Per vincere la battaglia contro il Coronavirus è proprio questo che va evitato. Bisogna agire tempestivamente, il Covid-19 va sconfitto a casa, non nelle strutture ospedaliere. Curando gli ammalati nelle proprie abitazioni e dai primi sintomi, si ottengono due vantaggi: innanzitutto che spesso si evita il peggioramento delle condizioni e, di conseguenza, che si lasciano posti liberi nei reparti degli ospedali”.

Ma questo non accade purtroppo.

“Insieme agli altri medici di base mi batto affinché la procedura cambi in fretta. Ho parlato con il sindaco di Aversa Alfonso Golia per ottenere i pre test clinici, che non sono affidabili al cento per cento, ma ci permettono di intervenire in maniera tempestiva con le terapie”.

In cosa consiste la cura?

“La sto portando avanti con i miei tre pazienti positivi, con risultati soddisfacenti. Utilizzo un antimalarico a base di clorochina e idrossiclorochina, associato a un antibiotico. Poi vitamina D e un fluidificante per le affezioni dell’apparato respiratorio. Con questa terapia, se si parte in tempo, si può scongiurare il peggioramento del paziente e l’ospedalizzazione. Qualche medico, soprattutto al nord, lo sta sperimentando anche come cura preventiva su se stesso. Sul nuovo Coronavirus sappiamo ancora poco e tutto ciò che stiamo apprendendo riguarda la casistica degli ammalati. Dall’esperienza sul campo vengono fuori anche situazioni paradossali”.

Tipo?

“Una dottoressa di Harward ha fatto notare che la maggior parte dei contagiati non è fumatore ed è una cosa che lascia perplessi. Anche i miei tre pazienti non fumano, ma ci tengo a dire che tutto ciò non è suffragato da alcuna certezza scientifica, parliamo nozioni acquisite operando in una situazione di piena emergenza e quindi da prendere con le molle”.

C’è un’età o una fascia sociale più a rischio?

“Chiaramente gli anziani e le persone con un sistema immunitario deficitario sono più esposte al virus, ma anche qui abbiamo avuto casi di persone con sintomi gravi pur essendo giovani e sane”.

Quando una persona deve chiamare il proprio medico?

“Quando avverte uno dei sintomi: la mancanza di olfatto e gusto, poi tosse insistente e secca, dolori articolari e febbre. Di solito gli assistiti chiamano quando c’è febbre alta che non passa. Importante, comunque, ai primi sintomi contattare il medico di base per cominciare la terapia”.

Ci può essere un vaccino per questo virus?

“Ci può essere, ma si tratta di un virus che muta sempre e quindi è difficile trovarlo. Il Coronavirus cinese è differente dal nostro e da quello che si sta sviluppando in altre parti del mondo”.

Per poterlo sconfiggere?

“L’unico mezzo è trattare le persone a casa, in maniera tempestiva, per evitare la diffusione del contagio”

Saremo costretti a rimanere in quarantena in eterno?

“Dopo che l’emergenza sarà scemata, probabilmente nel periodo caldo della stagione, la quarantena non continuerà. Ci sarà quasi sicuramente l’obbligo di portare la mascherina e si dovrà mantenere la distanza di un metro dalle altre persone”.

Questo per quanto tempo?

“Presumo per un bel po’ di tempo”.

 

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