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Home Rubriche Salute e Benessere

Medicina, in sala operatoria robot e realtà virtuale con 5G: in arrivo chirurghi-bioingegneri

La chirurgia sta cambiando faccia, dall’Italia l’innovazione che crea operazioni virtuali e pazienti 3D

redazione di redazione
6 Dicembre 2021
in Salute e Benessere, Scienza

C’è sempre più bisogno di innovazione tecnologica nel settore della medicina e della chirurgia. Lo ha dimostrato la pandemia di Covid-19: è necessario rivalutare sia l’approccio scientifico sia il rapporto con i pazienti, per vincere le sfide che ci attendono nel futuro.

Una sfida che vede in prima linea gli specialisti italiani, questa volta a guidare gli altri paesi nel balzo verso il futuro della Medicina. A fare il punto sulla formazione dei giovani, la fuga dei cervelli e le possibilità offerte oggi al paziente dai “maghi” del bisturi, sono stati gli esperti italiani e internazionali riuniti a Roma per il congresso “Digestive Surgery – surgeon between soul and robot”.

Secondo Massimo Carlini, presidente eletto della Società italiana di chirurgia, “la vera novità è che le ‘novità’ in chirurgia non arrivano più dall’estero, ma partono dall’Italia che gioca un ruolo fondamentale in tutte le innovazioni tecnologiche: dalla nuova definizione di procedure chirurgiche alle innovazioni più all’avanguardia non solo in Europa. Decenni fa guardavamo agli Usa o ad altri paesi per sapere cosa avremmo fatto nel futuro, oggi siamo noi a tracciare il futuro“.

Appare sempre più chiaro che la tecnologia può segnare un deciso cambio di passo in questo campo e, per esteso, nella tutela della salute della popolazione. Tutto ciò, anche grazie alle applicazioni di realtà virtuale e modellazione 3D, che stanno entrando in sala operatoria anche in Italia.

Si arriverà ad operare un paziente con il chirurgo collegato da una altra città o nazione? “In forma del tutto sperimentale questo è già avvenuto – risponde Carlini – Nel 2001 l’operazione Lindbergh era un’operazione tele-chirurgica completa eseguita da un team di chirurghi francesi situati a New York su un paziente a Strasburgo. Ma oggi con le reti 5G si ridurrà ancora di più il tempo di latenza tra il gesto del chirurgo da remoto e l’azione sul robot“.

“L’olografia e le immagini sospese, le mani che si muovono nell’aria con oggetti inesistenti che azionano sistemi informatizzati elettronici e robotici – suggerisce Carlini – Questi strumenti sono già in una fase di sperimentazione avanzata e saranno applicati anche alle sale chirurgiche. C’è però un problema, i costi. Le università italiane stanno formando medici-bioingegneri proprio per essere pronti a usare questa tecnologia“.

Recentissima, ad esempio, la scoperta di un team di ricercatori del Politecnico di Milano che ha dimostrato la possibilità di utilizzare i sensori di un visore di realtà virtuale per misurare i parametri vitali di un paziente, senza ricorrere a periferiche o altri dispositivi indossabili. Oppure l’unione tra robotica e VR messa in atto all’UPMC Salvator Mundi International Hospital di Roma, dove si è tenuto il primo intervento di chirurgia mixando il robot “Mako-Stryker”, che progetta protesi 3D, con “Verima”, un software di imaging sanitario che trasforma esami di risonanza magnetica in ologrammi interattivi.

Tra le innovazioni italiane più promettenti, inoltre, c’è quella di Artiness, un’azienda italiana che applica le tecnologie di realtà aumentata e virtuale nel settore medico, vincitrice dell’ultima edizione dell’Open Innovation Contest organizzato da NTT Data. Grazie alle sue sperimentazioni nel campo della modellazione 3D, si può creare una vera e propria copia di pazienti che necessitano operazioni complesse, come ad esempio quelle a cuore aperto.

Un chirurgo dotato di visore VR può quindi avere la tranquillità di effettuare ogni singola azione e rilevare le potenziali difficoltà, prima dell’intervento che andrà poi a effettuare. Secondo gli esperti, è solo questione di tempo prima di poter vedere l’adozione in tutti gli ospedali italiani di questo tipo di operazioni tecnologiche.

Tags: bioingegneriamedicinarobot
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