Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli, Fabio Lombardo, ha stabilito che non esisteva alcun legame tra Mottola e la cosca degli Scissionisti, né vi era traccia di scambio politico-mafioso. La decisione del giudice ha portato all’assoluzione con formula piena di Mottola, poiché il fatto non sussiste. Anche Rocco Marrone, ex presidente del consiglio comunale di Melito, è stato assolto, mentre le accuse nei confronti dell’imprenditore Emilio Rostan e dell’ex consigliere comunale Antonio Cuozzo sono state ridimensionate.

La procura antimafia aveva inizialmente chiesto diciassette condanne per i politici e gli imprenditori coinvolti nel caso di Melito. Tra le accuse figuravano il voto di scambio politico-mafioso, associazione a delinquere di tipo mafioso e corruzione. Il sostituto procuratore Giuliano Caputo aveva richiesto pene severe, tra cui 10 anni di reclusione per Mottola, 12 anni per Marrone, 12 anni e 4 mesi per Cuozzo, e 13 anni per Rostan. Per Luigi Tutino e Luciano De Luca, ritenuti membri del clan Amato-Pagano, erano stati richiesti rispettivamente 20 anni e 8 mesi e 11 anni e 6 mesi di carcere.

