Un nuovo stabilimento da 40mila metri quadrati che darà lavoro a 250 persone in maniera diretta e ad altrettante nell’indotto. È l’investimento da 150 milioni di euro che il Gruppo Menarini, uno tra i massimi colossi mondiali dell’industria del farmaco nato nel 1886 in una farmacia di Napoli, ha annunciato di voler realizzare nell’area del Fiorentino. Una scelta che, stando a quanto riferito da Lucia e Alberto Giovanni Aleotti, azionisti e membri del board societario, marca la volontà di interrompere la ricerca della localizzazione internazionale economicamente più attrattiva e privilegiare l’Italia, sulla cui economia cominciano a essere evidenti le tragiche conseguenze della pandemia. “Abbiamo preso una decisione di cuore – hanno detto – condivisa con il consiglio d’amministrazione: privilegiare il nostro Paese, e farlo subito, con un investimento di 150 milioni che dia immediatamente un contributo all’economia e all’occupazione. Siamo un’azienda italiana – hanno ribadito – e siamo orgogliosi di esserlo. Qui produrremo farmaci che sono l’essenza del Gruppo Menarini, utilizzati ogni giorno da decine di milioni di pazienti in Italia e all’estero”. Il sito sarà uno stabilimento di smart manufacturing, con tecnologie produttive innovative e sistemi di automazione e digitalizzazione in linea con il programma Industry 4.0, con importanti obiettivi di sostenibilità ambientale. Lo stabilimento avrà una capacità produttiva annua di circa 100 milioni di confezioni corrispondenti a circa 3 miliardi di compresse.

“Questo stabilimento avrà un nome, un po’ come un bambino – hanno annunciato Lucia e Alberto Giovanni Aleotti -. Saranno i nostri dipendenti a sceglierlo. Un nome che riassuma il coraggio, la volontà e il cuore dell’Italia che vuole rialzarsi e fare squadra nei momenti più difficili”. Il Gruppo Menarini, che ha da poco annunciato l’offerta di acquisto sulla biotech statunitense Stemline, ha chiuso il 2019 con conti in crescita del 3,2% rispetto al 2018, un trend favorito dai mercati internazionali: “L’anno che si è chiuso non risentiva ovviamente della crisi Covid, e ha visto Menarini aumentare la sua presenza all’estero – ha spiegato Eric Cornut, presidente del gruppo – e rafforzare la sua governance con la nomina, a settembre, del Ceo del Gruppo, Elcin Barker Ergun. Oggi il fatturato internazionale è il 77% del totale grazie alla dedizione e impegno dei nostri dipendenti, che portano la qualità dei farmaci Menarini nel mondo“.

