Eletto sindaco di Pomigliano d’Arco lo scorso ottobre, Gianluca Del Mastro ha subito due avvertimenti che non ne hanno scalfito voglia e determinazione. È “inversione di tendenza” il suo operato e per questo modo di “andare controcorrente” ha ricevuto le minacce. Ma lui naviga in direzione ostinata e decisa: “Vuol dire che stiamo facendo un buon lavoro”.
Sindaco, lei è stato minacciato in due occasioni: quando e come sono avvenute tali intimidazioni?
“Le dinamiche sembrano diverse, ma è molto probabile che i due fatti siano connessi. Nel primo caso, un proiettile è stato trovato all’esterno di una delle mie sedi elettorali poche settimane dopo la proclamazione a sindaco, quindi tra ottobre e novembre dello scorso anno. Poco prima dell’Epifania, invece, un altro proiettile è stato rinvenuto in una busta recapitata al Comune, all’interno della quale c’era anche una lettera minatoria in cui mi veniva intimato di dimettermi. In entrambi i casi sono stati chiamati subito i carabinieri di Pomigliano d’Arco, che stanno portando avanti le indagini. I proiettili erano di calibro 38 e questo potrebbe indicare la correlazione fra i due episodi”.
Quali provvedimenti della sua amministrazione ritiene che siano la causa di questi avvertimenti?
“La mia amministrazione sta portando avanti provvedimenti innovativi in ogni settore. Non che le amministrazioni precedenti siano state compiacenti, ma c’è stata un’inversione di tendenza, perché ognuno interpreta l’amministrazione di un Comune nella maniera che ritiene più opportuna. Questo cambio radicale in tutti i campi dell’agire pubblico avrà, quindi, creato qualche malumore in chi aveva sistemato le sue cose in un’altra maniera. Abbiamo lavorato su tutti i settori, dalle politiche sociali alla macchina amministrativa, dai lavori pubblici all’urbanistica, con un approccio radicalmente diverso rispetto al passato. Non possiamo, dunque, dire qual è il motivo delle minacce, perché in ogni settore stiamo apportando decisi cambiamenti”.
Adesso è sotto scorta?
“È una cosa che stiamo valutando con le forze dell’ordine. In questo momento, c’è sicuramente un’attenzione particolare sulla mia persona e sulla mia squadra. Non ho una vera e propria scorta ma, rispetto a prima, sono più controllato”.
Quando ha deciso di candidarsi si aspettava di ricevere minacce e intimidazioni?
“Una cosa del genere attesta che stiamo facendo un buon lavoro nei diversi settori in cui è impegnata l’amministrazione comunale. Ricevere minacce non era previsto, ma potevamo immaginarlo. Insomma, non lo davamo per certo, ma sapevamo che, compiendo alcune azioni, andavamo controcorrente. Ciò che è successo è sicuramente uno stimolo a continuare nella direzione prefissata. L’affetto verso la mia persona mi fa capire che la direzione è quella giusta e che bisogna continuare nel nostro impegno di cambiamento”.
In questo momento cosa prova?
“Mi sento molto tranquillo e fiducioso. Le forze dell’ordine stanno facendo il loro lavoro, la città mi è vicina, sento la solidarietà delle forze politiche, anche quelle di opposizione. Tutto questo mi fa piacere, perché significa che la città è compatta contro ogni forma di delinquenza. Non possiamo ancora dire se si tratta di minacce provenienti da elementi di alto profilo criminale o meno, ma la città è unita e questo mi rende sereno. Ho avuto, inoltre, la solidarietà del Governo, la Prefettura mi è vicina, così come la Chiesa, con il vescovo e i parroci della città. Ci sono stati poi i colleghi sindaci e l’Anci mi ha espresso vicinanza: c’è stata, quindi, una solidarietà a 360 gradi”.