“Insulti e gravi minacce rivolte sui social al magistrato antimafia Catello Maresca. Sui gruppi Facebook dedicati ad amici e parenti di detenuti, ci hanno segnalato offese gravissime e minacce a Maresca, ritenuto ‘colpevole’ di aver espresso parere contrario allo svuotacarceri. Piena solidarietà al magistrato: parlano di amnistia, indulto, diritti, e poi vanno in giro a minacciare persone sui social. Andrebbero rinchiusi in cella anche loro”. Dopo le minacce nei confronti del giudice Maresca arrivano i messaggi di solidarietà. Tra i primi ad intervenire, il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli.
“Gli stessi insulti, le stesse minacce, le stiamo ricevendo da settimane per aver espresso una forte avversità ad un decreto che rimetterebbe in libertà centinaia di criminali – ha detto l’esponente politico – senza garanzie di controllo. È ora che il Governo faccia sentire la sua voce in questa situazione”.
Catello Maresca dal 2007 è sostituto procuratore presso la Direzione distrettuale antimafia (Dda). In magistratura dal 1999, durante la sua carriera come magistrato inquirente è stato assegnato prima alla sezione competente per i reati finanziari e di criminalità economica e dall’ottobre 2007 alla Dda di Napoli. Ha diretto le operazioni che hanno portato nel 2011 all’arresto del boss dell’organizzazione camorristica del clan dei Casalesi Michele Zagaria, scovato all’interno di un bunker di cemento armato, costruito sotto un’abitazione di Casapesenna, dopo una latitanza di sedici anni.
Ha rappresentato l’accusa nel processo nei confronti del gruppo Setola, che tra ha portato all’incarcerazione, tra gli altri, del mafioso Giuseppe Setola. Ha preso parte all’operazione “Gomorrah”, dedicata alla repressione del traffico internazionale di merce contraffatta. Nel corso delle sue attività investigative ha subito più volte minacce di morte da parte delle organizzazioni criminali di stampo mafioso. Attualmente ricopre il ruolo di sostituto procuratore presso la Procura generale di Napoli.