Proseguono le vicende giudiziarie legate alla drammatica morte di Ugo Russo, 15enne ucciso da un carabiniere a Napoli al quale il ragazzo aveva tentato di sottrargli l’orologio. Una tragedia figlia del degrado sociale a cui sono seguiti gravissimi episodi di violenza, tra cui la ‘stesa’ avvenuta all’esterno della caserma Pastrengo e la devastazione del pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini di Napoli, dove il giovane fu ricoverato senza che i medici riuscissero a salvargli la vita.
Stamattina la polizia ha arrestato nove persone accusate di aver devastato il pronto soccorso dell’ospedale partenopeo. L’inchiesta, coordinata dal Procuratore di Napoli Giovanni Melillo, in seguito alle accurate indagini svolte nei Quartieri Spagnoli, ha ricostruito il violento raid compiuto ai danni delle attrezzature sanitarie e del personale medico consumatosi la notte del decesso del giovane Ugo. Dei nove arrestati, due sono minorenni, e sono stati sottoposti a misure restrittive di permanenza domestica. Sette invece sono adulti, nei confronti dei quali è stata disposta la misura carceraria. Il nono indiziato risultato inizialmente non reperibile è stato anch’egli arrestato. I loro nomi sono Giovanni e Gennaro Grasso, Gennaro Mancini, Michele Incoronato, Salvatore Mazzocchi, Lucia Palumbo e Maria Pia Russo, tutti residenti a Napoli e accusati dei gravi reati commessi tra cui devastazione e saccheggio, interruzione del servizio di pubblica utilità, violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale, il tutto aggravato dal metodo mafioso. La notte delle devastazioni è morta nel pronto soccorso del Pellegrini anche Irina, giovane donna di origini ucraine uccisa di botte dal compagno, e nei confronti della quale i medici non poterono far nulla a causa delle violenze e delle aggressioni subite.

