Omicidio volontario. Con quest’accusa è stato iscritto nel registro degli indagati il carabiniere di 23 anni che sabato notte, in via Generale Orsini, ha ucciso, reagendo ad un tentativo di rapina, Ugo Russo, 15 anni, incensurato. Secondo gli inquirenti l’iscrizione rappresenta un atto dovuto, in attesa dell’esame autoptico sul corpo del 15enne, dal quale dovrebbe arrivare una prima risposta sulla dinamica dell’episodio. Le indagini sono dirette dal pubblico ministero Simone De Roxas, ma anche il procuratore capo Giovanni Melillo segue il caso con attenzione.
La versione dei fatti data dal 17enne complice di Ugo Russo, fermato con l’accusa di tentata rapina, parte da quando i due minorenni si sono avvicinati con il motorino all’automobile in cui vi erano il carabiniere con la fidanzata. A guidare lo scooter era il 17enne, mentre Russo stava dietro. Sceso, il 15enne ha puntato la pistola, poi rivelatesi giocattolo, contro le testa carabiniere, intimandogli di consegnare il Rolex. Il militare, in servizio a Bologna ma campano d’origine, fa finta di togliersi l’orologio, per poi estrarre la pistola e sparare un primo colpo, che coglie al petto Russo. Il quale cade, ma prova a rialzarsi. A questo punto il carabiniere, sempre nella versione del 17enne, spara una sequenza di colpi e lo colpisce una seconda volta.

