Un gravissimo episodio di violenza, conclusosi con un atto di vandalismo ai danni del servizio sanitario a cui è difficile trovare una benché minima giustificazione. È quanto accaduto questa notte a Napoli, tra il quartiere di Santa Lucia e l’ospedale Vecchio Pellegrini. Il primo atto di questa singolare vicenda è avvenuto nella tarda serata del 29 febbraio, in via Generale Orsini: un ragazzo di quindici anni in scooter, armato di pistola e col volto coperto da scaldacollo e casco, ha affiancato con un complice un’automobile occupata da un uomo e una donna, con l’intento di sottrarre l’orologio che il conducente del veicolo portava al braccio. La vittima dell’aggressione, un carabiniere di ventitré anni in servizio in provincia di Bologna, dopo essersi visto puntare l’arma alla tempia, si è qualificato come militare e ha risposto alle minacce sparando tre colpi con la sua pistola d’ordinanza, ferendo in maniera seria il quindicenne.
Il giovane rapinatore, trasportato d’urgenza presso l’ospedale Pellegrini, è stato immediatamente ricoverato nel reparto di rianimazione del nosocomio partenopeo, decedendo dopo poco a causa delle gravissime condizioni in cui versava. È in questo momento, dopo un fatto di così grave entità, che si è consumato un secondo atto inatteso e apparentemente inspiegabile: accorsi in gran numero presso il pronto soccorso del presidio della Pignasecca, i parenti e gli amici del quindicenne, dopo aver appreso della morte del loro caro avrebbero reagito mettendo a ferro e fuoco la struttura recettiva dell’ospedale. Agli occhi degli agenti della polizia di Stato, allertati dagli operatori sanitari presenti, si è presentato uno scenario desolante: barelle, computer, macchinari e attrezzature mediche giacevano distrutti nei locali del pronto soccorso, reso praticamente inutilizzabile per tutti gli altri pazienti presenti.

