Un’università del tutto inesistente, ma capace di mettere in piedi una messinscena così accurata da rilasciare 459 titoli accademici nell’arco di vent’anni. Il castello di carte è stato smantellato a Napoli dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, che hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale partenopeo, su richiesta della Procura della Repubblica (Sezione II Pubblica Amministrazione).
L’inchiesta vede coinvolte 37 persone iscritte nel registro degli indagati:
- 3 soggetti considerati i promotori e gli organizzatori dell’associazione a delinquere;
- 34 clienti, ovvero i destinatari dei falsi pezzi di carta rilasciati dall’ente.
Le accuse contestate a vario titolo dagli inquirenti sono pesanti: associazione per delinquere, falsità materiale commessa da privato e contraffazione di pubblici sigilli.
Il meccanismo della truffa: 1.500 euro all’anno per un sogno di carta
L’indagine è scattata in seguito a una segnalazione del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). Attraverso il web e i canali social, l’organizzazione promuoveva corsi di laurea triennale e magistrale in Sociologia e Scienze Turistiche, richiedendo una quota di iscrizione annuale di 1.500 euro. Tuttavia, l’ateneo non aveva alcun accreditamento né riconoscimento legale da parte dello Stato italiano. Per mascherare la truffa e conquistare la fiducia delle vittime, i promotori avevano inserito sul portale web riferimenti a finti registri pubblici e avevano stampato sui diplomi il logo ufficiale della Regione Campania, ovviamente contraffatto.
Cerimonie farsa sui social e perquisizioni
Per rendere tutto ancora più credibile, l’organizzazione pubblicava regolarmente online foto, video e articoli di sfarzose cerimonie di proclamazione, comprese quelle per il conferimento di lauree honoris causa. La realtà scoperta dai finanzieri durante le perquisizioni è stata però ben diversa: nessuna aula, nessuna cattedra, nessuna vera struttura universitaria. Nelle abitazioni dei principali indagati sono stati invece trovati i faldoni contenenti i nomi dei “laureati”: tra il 2004 e il 2024, ben 459 persone hanno ottenuto i finti diplomi (tra cui 49 lauree honoris causa). L’operazione delle Fiamme Gialle si è conclusa con il sequestro preventivo del sito internet dell’ateneo, delle relative pagine Facebook e Instagram e di tutti i certificati di laurea falsi individuati nel corso delle indagini.