Nel primo pomeriggio di oggi un boato ha attirato l’attenzione dei passanti e degli abitanti, mentre una massa di polvere si levava in via Innominata, nel quartiere San Giovanni a Teduccio, nella periferia orientale di Napoli. Poco dopo, le sirene dei vigili del fuoco partenopei hanno attraversato la città, giungendo sul posto, dove da poco era crollata una vecchia e malandata palazzina di due piani, da tempo in disuso e lasciata a marcire e a prendere polvere. Quell’edificio un tempo faceva parte del complesso industriale della fabbrica Corradini, uno tra i luoghi-simbolo del capoluogo campano, fin da quando aprì i battenti nel lontano 1882, quando un ricco imprenditore prelevò e ampliò l’impianto metallurgico preesistente.

Nel corso degli anni, l’industria ha ospitato tra le sue mura più di 7.500 operai, in periodi difficili della storia di Napoli, anche durante la Seconda guerra mondiale, quando la Corradini venne gravemente danneggiata dai bombardamenti. Poco tempo dopo, nel 1949, la fabbrica dovette chiudere ed è da allora che quell’impianto così grande e carico di storia non apre le porte al pubblico.



