A vincere le elezioni suppletive per il Senato a Napoli è Sandro Ruotolo, sostenuto dal Pd e da Dema, il movimento del sindaco Luigi De Magistris, che con il 48,4% dei voti ha battuto il candidato del centrodestra Salvatore Guangi, Luigi Napolitano del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Aragno di Potere al Popolo e Riccardo Guarino di Rinascimento Partenopeo.
Ruotolo andrà a Palazzo Madama al posto che fu di Franco Ortolani, il geologo eletto alle politiche di marzo 2018 con il Movimento 5 Stelle prematuramente scomparso a novembre 2019 a causa di un brutto male. Bassa l’affluenza alle urne: a votare alle 23 di ieri sera solo l’9.23% degli aventi diritto, pari a 34mila napoletani iscritti alle liste per il Senato (quindi con età maggiore di 25 anni) su 357.299.
“Questo risultato è straordinario – sono state le prime parole del neo eletto – la sinistra in questo collegio partiva dal 20%. L’altro dato è che insieme abbiamo vinto, e quindi sarà difficile per il futuro non tener conto di questo. Un risultato politico enorme”.
Sandro Ruotolo è un giornalista e politico italiano. Ha iniziato l’attività giornalistica nel 1974, iniziando a lavorare per il quotidiano “Il Manifesto”; nel 1980 entra alla Rai, e sei anni dopo viene nominato inviato speciale per conto della sede Rai della Campania. È corrispondente da Napoli per il Tg2 e per il Gr1. Nel 1991 lavora per il Tg3, per tre stagioni televisive lavora a Mediaset con Michele Santoro, dal 1996 al 1999. Poi torna in Rai dove viene prima assegnato a Rai 1 e poi a Rai 2. Ha un fratello gemello, Guido Ruotolo, giornalista de “La Stampa”, mentre sua cugina è Silvia Ruotolo, vittima innocente della camorra.
Nel 1988 inizia un’ininterrotta collaborazione con Michele Santoro. Diventa caporedattore e poi vicedirettore. Collabora a diversi programmi televisivi: Samarcanda, Il rosso e il nero, Tempo reale, Moby Dick, Moby’s, Circus, Il raggio verde, Sciuscià, Annozero. Nell’ottobre del 2009, in corrispondenza di un’inchiesta sui rapporti tra mafia e Stato e dopo aver intervistato Massimo Ciancimino, riceve una lettera minatoria in cui viene minacciato di morte.
Il 31 ottobre 2011, alla scadenza del suo contratto con la Rai, segue Michele Santoro e partecipa al programma Servizio pubblico. Nel 2013 si candida nella nuova lista Rivoluzione Civile dell’ex magistrato Antonio Ingroia, nelle elezioni politiche. Inoltre è candidato presidente della Regione alle regionali del Lazio nello stesso anno, sempre per la lista Rivoluzione Civile.
Ruotolo, nel corso della campagna elettorale, al termine di un dibattito televisivo dell’8 febbraio si rifiuta di stringere la mano al candidato di CasaPound Simone Di Stefano, dichiarandosi “orgogliosamente antifascista”. L’11 febbraio seguente, in campagna elettorale, alcuni militanti di CasaPound, durante un’iniziativa elettorale a Civita Castellana (Viterbo) fanno irruzione nella sala con un megafono e uno striscione con scritto “Ruotolo maleducato”. A seguito del non confortante risultato di Rivoluzione Civile nel Lazio, Ruotolo non viene eletto.