Con sette assoluzioni e otto condanne è terminato il processo, presso il Tribunale di Napoli Nord, che ha visto coinvolti i componenti del cosiddetto Napoli Group, l’organizzazione dedita, secondo l’accusa dei magistrati, alla produzione e vendita di banconote false. La scure della giustizia ha colpito otto dei quindici incriminati, a partire da quello che viene considerato il capo della banda, il quarantatreenne M.T., condannato a 10 anni di reclusione, mentre il fratello A.T. dovrà scontare 5 anni e 2 mesi. A V.P., un altro componente ritenuto al vertice dell’organizzazione, i giudici hanno inflitto 5 anni e 4 mesi. A seguire E.L., S.L. e G.E., tutti condannati a 3 anni, invece per A.L.G. e A.O. i giudici hanno disposto la sospensione della pena di 2 anni.
I falsari sono stati arrestati nel 2017 dalla guardia di finanza, al termine di un’operazione che richiamava il famoso film di Camillo Mastrocinque con Totò, Peppino De Filippo e Giacomo Furia: La banda degli onesti. L’inchiesta accertò il ruolo di leader di M.T., già conosciuto alle forze dell’ordine dal 2009 e arrestato nel 2012 a Vitulazio, nel Casertano. Secondo quando scoperto dagli inquirenti, i falsari avrebbero stampato una tale quantità di euro contraffatti da essere smerciati in Europa e Sud America, soprattutto in Francia, Spagna e Colombia. La capacità della banda, infatti, non era solo quella di stampare banconote praticamente uguali alle originali (con stamperie ben attrezzate rinvenute a Casavatore e Frattaminore), ma di saperle vendere e distribuire in maniera capillare, avendo una fitta rete di contatti anche e soprattutto all’estero. La “specialità della casa”, se così vogliamo dire, era la riproduzione delle banconote da 20 e 50 euro, ma il Napoli Group non disdegnava anche la falsificazione di quelle da 100. Gli inquirenti della Procura di Napoli Nord sono riusciti a risalire ai componenti dell’associazione e portarli a processo. Le otto condanne hanno confermato, anche se in parte, il quadro accusatorio dei magistrati, in attesa dell’eventuale appello.

