Viveva segregata in casa dallo scorso marzo e, da quattro anni, era sottoposta alle violenze e ai maltrattamenti del marito. È la triste storia venuta alla luce a Napoli il 13 luglio scorso, quando una donna incinta è stata ricoverata presso l’ospedale San Giovanni Bosco con fratture multiple ed ecchimosi diffuse su varie parti del corpo. A trasportarla presso il nosocomio partenopeo è stato il marito trentanovenne, lo stesso che l’aveva ridotta in quello stato. Constatando la condizione della donna, incinta di sei mesi, i medici hanno disposto il ricovero nel reparto di ginecologia, dove è stata accertata la morte del feto e l’interruzione di gravidanza. Sono quindi immediatamente scattate le indagini sul caso, che hanno fatto emergere come le violenze andassero avanti dal 2016, con un drammatico incremento a partire dallo scorso mese di marzo, quando i maltrattamenti fisici e psicologici erano divenuti quotidiani e l’uomo aveva letteralmente recluso la moglie all’interno della propria abitazione. In virtù del vasto e grave quadro probatorio, il trentanovenne è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti aggravati e lesioni pluriaggravate.
Un dramma, quello delle violenze domestiche, che è ancora drammaticamente diffuso: nella seconda metà di giugno, il bilancio dei reati legati a maltrattamenti in famiglia registrati nel Napoletano è stato molto corposo. I dati forniti dai carabinieri del comando provinciale partenopeo parlano di sei arresti in flagranza, sette persone denunciate in stato di libertà e di diciannove querele presentate. Tra i casi scoperti in flagranza vi è quello di un quarantottenne di Grumo Nevano, arrestato per maltrattamenti in famiglia, tentata estorsione, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. L’uomo, infatti, è stato sorpreso dai militari della stazione locale mentre insultava e minacciava di morte la madre convivente di 83 anni, con lo scopo di estorcerle denaro per acquistare alcolici. In virtù delle ferite riportate, la donna è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Frattamaggiore, mentre il figlio, tratto in arresto, è stato scortato nel carcere di Poggioreale.

