È un infermiere il primo componente del personale medico e sanitario in forze all’ospedale Cotugno di Napoli a essere risultato positivo al Coronavirus. L. R., quarantasei anni, è parte della terza divisione del reparto di infettivologia, diretta dal dottor Vincenzo Sangiovanni, e si trova attualmente ricoverato proprio all’interno di quel settore in cui aveva lavorato fino a quando ha potuto prestare servizio. Le sue condizioni, per fortuna, non sembrano destare al momento alcuna preoccupazione tra i colleghi che lo stanno assistendo in queste ore. Il nosocomio partenopeo, primo punto di riferimento regionale nella gestione dell’emergenza epidemiologica in corso, è stato oggetto di numerose attestazioni di merito da parte di diversi organi di stampa e autorità sanitarie per le ottime misure di sicurezza adottate, che hanno permesso di contenere la diffusione del contagio tra i membri del personale medico e gli operatori sanitari. Prima del quarantaseienne, infatti, l’unica altra infezione registrata nel nosocomio partenopeo era stata quella di un medico rientrato dalla pensione e contagiato nelle primissime ore dell’emergenza. Dopo quest’episodio, la messa in atto di procedure di controllo estremamente rigorose e l’istituzione di percorsi separati hanno garantito al Cotugno il contenimento di un problema che ha flagellato la stragrande maggioranza delle strutture sanitarie che lottano contro il Coronavirus.
Nel mentre, per il Cotugno è arrivata anche una buona notizia: sono giunti infatti a Napoli due ventilatori polmonari e diversi pacchi di mascherine, dono di Papa Francesco al nosocomio partenopeo. Le apparecchiature, giunte da Roma con un furgoncino e consegnate nel corso della giornata odierna al cardinale Crescenzio Sepe, sono state ricevute con grande gioia da Maurizio di Mauro, direttore generale dell’azienda ospedaliera dei Colli, e da Raffaele Dell’Aversano, direttore sanitario del Cotugno. Ad accompagnare il prezioso dono pasquale del pontefice anche diverse uova di cioccolato, quale simbolo ulteriore del sostegno che la Santa Sede ha voluto manifestare verso il personale dell’ospedale partenopeo.

