Un altro caso di contraffazione è stato portato alla luce durante il pomeriggio di ieri, quando gli agenti del commissariato Vicaria-Mercato e dell’ufficio di prevenzione generale, durante il servizio di controllo del territorio nella città di Napoli, hanno notato un uomo sospetto, che alla vista della volante della polizia ha accelerato il passo per allontanarsi, come per eludere un eventuale controllo o evitare scomode domande. I poliziotti lo hanno, dunque, inseguito fino a quando non è riuscito a dileguarsi dopo essere entrato nel buio vico VII Duchesca, dove si è rifugiato in uno stabile, in cui gli agenti, dopo aver effettuato alcune ricerche per scovare il misterioso uomo, hanno notato una porta al piano terra che non era chiusa a chiave. Entrati, i poliziotti non hanno trovato un normale appartamento, bensì una sorta di deposito nel quale hanno rinvenuto 94 capi di abbigliamento recanti marchi contraffatti di note aziende di vestiti, che sono stati immediatamente sequestrati. In queste ore, sono in atto ulteriori ricerche per identificare l’uomo che si è dato alla fuga e che è ritenuto responsabile della contraffazione in questione.

Proprio qualche giorno fa, a Somma Vesuviana, durante un servizio disposto dal comando provinciale della guardia di finanza, era stata scoperta una fabbrica abusiva dedita alla lavorazione e al confezionamento del marchio della multinazionale Adidas. I finanzieri si erano insospettiti poiché non avevano notato insegne che riconoscessero l’attività e avevano dunque fatto irruzione, trovando davanti ai loro occhi una vera e propria “fabbrica del falso” Erano stati rinvenuti più di 1.000 capi di abbigliamento contraffatti e già pronti per essere immessi sul mercato, oltre a materiale idoneo al confezionamento e tutto ciò che serve alla produzione di vestiti, ovvero ben 19 macchine elettriche di ultima generazione usate per la cucitura, 6 banchi da lavoro, 625 rotoli di cotone, 760 di stoffa elastica, circa 13.000 etichette con la falsa scritta “Made in Italy” e, infine, 600 parti di stoffe tagliate e riutilizzate per far sembrare più reali i capi di abbigliamento contraffatti. I lavoratori dell’attività illecita, 4 persone di etnia cinese residenti tra Somma e Terzigno, assemblavano le stoffe noncuranti del rispetto delle norme igienico-sanitarie e della corretta gestione e smaltimento dei rifiuti. Al termine dell’ispezione, gli uomini delle fiamme gialle avevano posto sotto sequestro il sito di produzione per contraffazione e tutto il materiale presente, di scarsa qualità, che potesse essere dannoso per la salute.

