Un bar situato in vicoletto Belledonne, nel quartiere di Chiaia a Napoli, in quella che è una tra le aree maggiormente frequentate dai giovani della movida, rimarrà chiuso per 30 giorni, poiché al suo interno sono stati somministrati alcolici a minori. È quanto disposto dal questore del capoluogo partenopeo, su proposta del commissariato San Ferdinando: lo scorso settembre, infatti, in due occasioni differenti, sono state distribuite bevande alcoliche a diversi minori di 16 anni, alcuni di età addirittura compresa tra i 13 e i 14 anni. Per questo motivo, il titolare e una dipendente dell’esercizio commerciale sono stati denunciati per somministrazione di bevande alcoliche a minori. I responsabili, tra l’altro, non hanno evidentemente fatto tesoro degli errori già commessi in passato, poiché lo stesso locale, nel mese di giugno, era stato chiuso per un’intera settimana poiché a febbraio scorso si era verificato tra le sue mura un episodio analogo.

Una vicenda simile era accaduta, sempre a Napoli, nel mese di settembre, quando il questore di Napoli, così come indicato dal commissariato della polizia di Stato dei Decumani, aveva disposto la sospensione per la durata di cinque giorni lavorativi dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande nei confronti di un bar situato in vico Carrozzieri, nel quartiere di Monteoliveto. In particolare, lo scorso luglio, il suddetto bar avrebbe somministrato alcuni cocktail di superalcolici a due ragazzini di appena 14 anni ciascuno senza neppure chiedere loro la carta di identità, nonostante fosse palese che i due fossero chiaramente minorenni. In quell’occasione, gli agenti della polizia di Stato fecero un sopralluogo nel bar denunciando e sanzionando sia la titolare del locale che il barista per somministrazione di bevande alcoliche a minori. Inoltre, già nel mese di maggio, lo stesso esercizio commerciale era stato sanzionato dalle forze dell’ordine in quanto non aveva rispettato le misure di prevenzione e di gestione dell’epidemia da Coronavirus, restando aperto fino a notte inoltrata e contravvenendo di conseguenza all’obbligo dell’orario di chiusura previsto dall’ordinanza emessa dalla Regione Campania.

