Un vasto incendio è divampato a Gianturco, nella periferia di Napoli. Dalle prime ricostruzioni sembrava si trattasse di un capannone di articoli cinesi. Le ultime notizie, invece, fanno riferimento a un rogo appiccato tra via Ferrante Imparato e via delle Brecce a Sant’Erasmo, una zona tristemente nota per gli sversamenti abusivi nell’area dei due campi rom sgomberati ormai tre anni fa. Proprio cumuli di spazzatura di ogni genere, compresi rifiuti speciali e pneumatici, sarebbero stati dati alle fiamme tra le proteste e l’indignazione dei cittadini. Il rogo di Gianturco ha generato una densa coltre di fumo nero che ha invaso l’area circostante. Dopo quello della Adler di Ottaviano, è il secondo incendio nel Napoletano in meno di una settimana.
“Siamo molto perplessi per quanto sta accadendo – ha affermato sui fatti di Napoli il consigliere regionale dei Verdi
Francesco Emilio Borrelli -.
Da quando siamo entrati nella seconda fase stiamo assistendo a continui roghi di capannoni con gravissimi danni per l’ambiente e l’economia. Saranno pure tutte casualità, ma la situazione inizia a preoccuparci. Abbiamo immediatamente allertato l’Arpac affinché intervenga tempestivamente per effettuare le rilevazioni nell’aria e capire i danni causati da questi roghi”.
Lo scorso 16 aprile, un ampio incendio era divampato sulla collina di Cigliano, a Pozzuoli. Le fiamme erano molto estese e ben visibili anche a distanza, come dimostrano foto e video che avevano cominciato a girare a distanza di pochi minuti su internet. Le fiamme avrevano divorato una vasta area di vegetazione, arrivando persino a lambire i confini della riserva naturale degli Astroni, dove, peraltro, sono presenti anche attività pubbliche e abitazioni di privati cittadini. Vittima del violento incendio, a pochi chilometri da Napoli, era stata soprattutto la macchia mediterranea presente sulla collina, inghiottita dalle fiamme durate parecchie ore e che avevano tenuto impegnati i vigili del fuoco per molto tempo