Nel corso degli anni mi è capitato di fare delle riletture e Noi che ci vogliamo così bene di Marcela Serrano (Feltrinelli, 2013) è una di queste.
Ana, Maria, Isabel e Sara sono quattro amiche che decidono di allontanarsi dalla loro quotidianità fatta di lavoro, mariti, figli e tutte le preoccupazioni che ne conseguono per rifugiarsi nella casa sul lago di Maria. Sullo sfondo c’è la storia di un paese, il Cile, che sta transitando dalla dittatura di Pinochet ai tempi moderni, mentre si susseguono racconti di esperienze personali intrisi di amore, rabbia, ironia, paura e dolore.
Ho ripreso la lettura di questo testo a distanza di circa dieci anni, sperando forse di ritrovare quelle emozioni che mi aveva regalato la prima volta. Devo dire che così non è stato. Anche se la mia età si era avvicinata a quella delle protagoniste, il rapporto amicale che è alla base della vicenda non era più così attraente ai miei occhi, forse perché avevo già interiorizzato un’idea più disincantata della sorellanza.
Al libro riconosco il merito di riuscire a esplorare sapientemente l’universo femminile: d’altronde, esso non deve essere considerato per le donne (o almeno non solo) ma con le donne. Anzi, mi sento di consigliarlo – assieme ad altri titoli della medesima scrittrice, come ad esempio Dieci donne – a tutti gli uomini che desiderano conoscere meglio “l’altra metà del cielo”.